- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Talete ha accumulato debiti, triplicato le bollette e creato disservizi”

Condividi la notizia:

Sutri - Lillo Di Mauro

Sutri – Lillo Di Mauro

Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Nell’incontro con il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il sindaco della città di Sutri Vittorio Sgarbi a nome del gruppo Sutri e dei 1600 cittadini che lo hanno votato, ribadirò i motivi che inducono a resistere all’ingresso del comune in Talete.

Di fatto Talete è una spa soggetta alle norme di diritto privato quindi non è un gestore pubblico come vuole il referendum del 2011 che prevedeva una gestione partecipata anche dai cittadini.

I sindaci e i consiglieri comunali non hanno, di fatto, alcun controllo sulla gestione né vengono informati sulle attività e la contabilità dell’ente.

Gli sprechi per gli alti costi di gestione dalla segreteria tecnico operativa, al consiglio di amministrazione, costi per consulenze, aperture di uffici, lavori esternalizzati a ditte. A fronte degli alti costi la Talete ha effettuato solo interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, non è stato realizzato nessun intervento strutturale dei tanti previsti dai piani d’ambito e dai piani industriali.

Sappiamo che la società Cobalb, che si occupa della gestione dell’anello di depurazione del lago di Bolsena, sta fallendo i soci l’8 ottobre hanno chiesto di nominare un liquidatore e portare i libri contabili in Tribunale, stiamo parlando di 4milioni di euro di debiti per energia elettrica non pagata che assorbirebbe Talete come previsto dalla legge Galli.

Talete ha accumulato 10 milioni di debiti, triplicato i costi in bolletta e creato forti disservizi.

La scelta di far entrare Acea in Talete per coprire i debiti non è una soluzione ma aumenterebbe i disservizi, basterebbe informarsi dei disservizi e degli aumenti vertiginosi dei costi dagli 82 comuni del frusinate. Inoltre, con l’ingresso di Acea in Talete, di fatto si privatizza l’acqua contro gli esiti del referendum 2011. L’unico interesse di una società quotata in borsa dal 1999 (comune Roma 51% delle quote, gruppo Suez 23% e Caltagirone 5%, è quello di fare profitto e non l’interesse dei cittadini.

La privatizzazione si contrappone alla legge regionale n.5 del 2014 votata all’unanimità dal Consiglio Regionale non ancora applicata per mancata approvazione dei bacini idrografici che permetterebbero un modello di gestione con la creazione di consorzi di comuni che seguirebbero i bacini idrografici ottimali facendo riappropriare ogni comune della gestione dell’acqua è questo che noi chiederemo al presidente Zingaretti, ovvero, stabilire i bacini idrografici.

Noi chiederemo al presidente Zingaretti di sospendere la procedura di commissariamento in attesa:

– della sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso per revocazione presentato in data 13 ottobre 2017 anche dal nostro comune a firma del sindaco Cianti che dovrebbe esprimersi presumibilmente alla fine di novembre;

– dell’esito della proposta di legge che si sviluppa in 17 articoli delli Federica Daga, 5 stelle, presentata a marzo che intende riportare la gestione delle reti idriche direttamente ai cittadini. Nell’articolo 8 si sancisce che saranno le regioni a stabilire il modello di gestione del servizio idrico integrato, nell’ambito dei modelli di gestione diretta previsti per gli organismi di diritto pubblico: azienda speciale o gestione diretta mediante società interamente pubbliche partecipate dagli enti locali il cui territorio rientri nel bacino idrografico di riferimento.

Mentre l’articolo 10 al comma 6 (che sembra riguardare proprio Talete) recita che tutte le forme di gestione del servizio idrico integrato affidato a società a capitale misto pubblico e privato esistenti alla data di entrata in vigore della legge se non decadute per contratto, sono trasformate, previo recesso del settore dell’acqua e scorporo del ramo aziendale relativo in caso di gestione di una pluralità di servizi, in aziende speciali o in società a capitale interamente pubblico partecipate dagli enti locali il cui territorio rientri nel bacino idrografico di riferimento.

Il processo deve essere completato entro un anno dalla entrata in vigore della legge. Di fatto una vera e propria ripubblicazione dell’acqua. A questo punto gli impianti tornerebbero tutti al pubblico demanio e il controllo al ministero dell’Ambiente.

Solo dopo l’esito, eventualmente negativo, del ricorso e della Legge in discussione in Parlamento possiamo avviare un confronto con la Regione Lazio, insieme a tutte le altre amministrazioni comunali dell’ATO per decidere definitivamente l’eventuale passaggio in Talete chiedendo le dovute garanzie di tutela dei servizi idrici e che venga predisposto un fondo di solidarietà per coprire in parte i costi di gestione e non gravare sulle famiglie.

La nostra posizione politica non risponde solo alla necessità di far pagare meno l’acqua ai cittadini e di garantire loro una quota minima in quanto diritto fondamentale, ma evitare che l’acqua diventi il nuovo petrolio di cui le multinazionali vogliono appropriarsi. Lo stesso papa Francesco si è espresso in tal senso “l’acqua è un diritto alla vita” e per non essere considerata merce di scambio deve rimanere in mano alla comunità. Deve essere utilizzata dai cittadini con responsabilità senza danneggiare gli altri e partecipare attivamente alla sua gestione essendone responsabili. La stessa comunità Europea lascia agli enti la scelta sul modello di gestione i servizi pubblici locali.

Noi vorremmo che fosse sciolta Talete e costituita un’azienda speciale la cui gestione dovrebbe essere affidata a comitati composti da tecnici, forze sociali, associazioni di cittadini e consumatori, rappresentanti enti locali (così come è accaduto nel comune di Napoli) che dalla ARIN spa ha costituito azienda speciale ABC.

Napoli come Parigi che, dopo il passaggio al pubblico, fece risparmiare in un anno 35 milioni di euro abbassando le tariffe dell’8%. La costituzione di un’azienda speciale consentirebbe di ottenere finanziamenti dalla regione anche sulle spese correnti, permetterebbe a partecipazione dei cittadini come previsto dall’art. 43 della costituzione, attuare un principio di Solidarietà Nazionale come per la salute e l’istruzione considerati servizi essenziali, salvare le famiglie da aumenti di almeno tre volte il costo attuale.

Immaginiamo anche che il fallimento e il superamento di Talete sia funzionale a costituire un Ato unico regionale che potrebbe essere gestito da una aggregazione delle 4 mega – multiutility che sono A2A, Iren, Hera e Acea. Evidentemente se questo avvenisse, con i problemi che nel Lazio abbiamo legati all’arsenico e alle reti idriche fatiscenti, i cittadini si troverebbero ad affrontare problemi di potabilità ed erogazione senza riuscire a farsi ascoltare da alcuno (basterebbe informarsi dai comuni i cui impianti sono gestiti da Talete o da Acea per non parlare di Acqua Latina, per conoscere quali gravi problemi e disservizi i cittadini sono costretti a subire a fronte di costi elevatissimi).

Nel Lazio come in Calabria e Basilicata c’è uno spreco di acqua a causa di impianti fatiscenti e mal funzionanti del 60% nonostante le privatizzazioni e la gestione da parte di privati.

Lillo Di Mauro
Capogruppo lista civica Sutri


Condividi la notizia: