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Vince un concorso ma la cattedra non c’è, costretto a consegnare pizze

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Vincenzo Violetti

Vincenzo Violetti

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Vincenzo Violetti

Viterbo – “Era il 30 agosto 2016. Chi se la scorda quella data: passai l’orale e pubblicai un selfie su Facebook per annunciare la vittoria del concorso”. Vincenzo Violetti ricorda con amarezza quel post, pubblicato più di due anni fa e che dopo anni di precariato lo lanciava verso una cattedra di ruolo nel Lazio.

La storia del 41enne originario di Napoli è incredibile e parte da lontano. Precisamente dall’università della Tuscia di Viterbo.

“Mia madre è originaria della Tuscia – racconta Violetti – e vive a Soriano nel Cimino. Nel viterbese ho tantissimi amici e ci torno sempre con molto piacere. A Viterbo ho studiato lingue e dopo la laurea mi sono trasferito al nord per lavorare come assistente di volo per Alitalia. Dopo qualche tempo ho iniziato a insegnare francese, la lingua che amo, ma i posti da professore di francese continuavano a diminuire e mi sono abilitato col Pas per l’insegnamento nei laboratori sociosanitari”.

Dopo dieci anni a Varese e altrettanti contratti annuali arriva la decisione di tornare nella sua Napoli. Siamo nel 2016 e per Vincenzo sembra arrivato il momento del salto di qualità.

Il governo Renzi ci ha spinto a fare questo concorso di dubbio gusto – prosegue –. Ho scelto il Lazio perché solo sei regioni avevano bandito il concorso per la mia classe. Nel Lazio, poi, c’erano ben 12 posti a disposizione a fronte di 112 partecipanti. E’ stata dura, siamo passati solo in cinque e io ero il primo classificato“.

La felicità di Vincenzo sta tutta nel post pubblicato su Facebook. “Guardate questa foto – si legge nella didascalia -. E’ la foto di un precario che ha appena preso 40/40 al concorso per docenti, e che piange e ride per la grande soddisfazione! Ho vinto!”. Una vittoria giusta. Meritata. Ma ancora vana per via di un sistema che non ha funzionato e continua a non funzionare.

“Nel 2016 non è arrivata nessuna cattedra e tantomeno nel 2017 e nel 2018 – continua Violetti -. Spero che arrivi entro il prossimo anno perché stanno per scadere i termini del concorso. Tramite un aggancio sono riuscito a scoprire che al momento del concorso c’erano 27 esuberi, poi diventati 23 e al momento attuale 9. Finché non arriveremo a zero non passerò di ruolo io e tantomeno gli altri vincitori”.

Niente cattedra equivale a niente stipendio, non ci vuole un esperto di matematica per capirlo. E così il professore si è dovuto reinventare in attesa che la situazione si sblocchi.

Ho iniziato a consegnare le pizze – conclude Violetti – ma quando la mia storia ha iniziato a fare clamore il mio ex datore ha preferito interrompere il rapporto perché lavoravo senza contratto. Oltre il danno pure la beffa, cornuto e mazziato! Per fortuna mia madre mi dà una mano economicamente. Ci sono molti miei colleghi che stanno addirittura peggio: c’è chi ha figli e chi ha un mutuo o un affitto da pagare. Al momento, assieme a una settantina di loro, abbiamo creato un gruppo su whats app per chiedere giustizia. Siamo vittime di un’ingiustizia più grande di noi e non lo meritiamo”.

Samuele Sansonetti


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