Viterbo – Otto gare, in un girone a 20 squadre, sono all’incirca un quinto di campionato.
Il dato, che corrisponde al numero delle partite che potrebbe saltare la Viterbese, è eloquente: se la situazione non si sblocca i gialloblù rischiano di entrare in scena quando la classifica sarà già definita e il distacco dall’ipotetica vetta potrebbe essere di 24 punti.
Dopo il summit di ieri la società ha deciso di rimanere sulla stessa linea e non accettare il girone C. L’obiettivo è quello di aspettare la prossima settimana e poi tirare ancora una volta le somme.
Il destino del club di via della Palazzina, riguardo all’eventuale spostamento nel girone A, rimane comunque legato alla Virtus Entella e secondo quanto ha comunicato la lega B l’udienza sulla riammissione dei liguri non arriverà prima del 23 ottobre.
Per quella data si saranno giocati altri tre incontri (due nei weekend più l’infrasettimanale di martedì 16 e mercoledì 17), che sommati agli altri cinque già saltati diventeranno otto. Tutti da recuperare a stagione inoltrata per un calendario paragonabile a quello delle squadre che giocano la Champions league. E arrivano pure alla fase finale.
La Viterbese però non è la Juventus e gestire una situazione del genere sarà estremamente difficile, sia per il logoramento della rosa che per gli avversari, già in forma e lanciati verso i rispettivi obiettivi.
Per il momento, comunque, parlare di campionato sembra addirittura un controsenso: la realtà dice che la Viterbese è ancora ferma e senza interventi da parte delle istituzioni rimarrà in questa situazione per altri quindici giorni. Come minimo.
Nel frattempo la squadra continua ad allenarsi a Grotte di Castro, relegata in una situazione di penombra e disinteresse dei tifosi che giustamente sono focalizzati su altre vicende. Il clima dello spogliatoio è un misto tra delusione e rassegnazione e per Giovanni Lopez è sempre più difficile tenere alto il morale dei suoi.
Samuele Sansonetti

