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“Bettino difendeva l’Italia ma non era per il sovranismo micragnoso…”

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Viterbo - Stefania Craxi

Viterbo – Stefania Craxi

Viterbo - Stefania Craxi

Viterbo – Stefania Craxi

Francesco Battistoni

Francesco Battistoni

Stefania Craxi a Viterbo

Stefania Craxi a Viterbo

Stefania Craxi a Viterbo

Stefania Craxi a Viterbo

Francesco Mattioli

Francesco Mattioli

Viterbo – “Se le cose avessero funzionato bene in Italia e in Europa non avremmo avuto i populisti. Siamo di fronte al fallimento degli ultimi 20 anni”. Stefania Craxi, senatrice della repubblica e figlia dell’ex segretario del partito socialista italiano, fa una lunga riflessione sulla politica italiana, sull’Europa e sui rapporti internazionali. L’occasione è la presentazione del libro Uno sguardo sul mondo, raccolta di appunti di Bettino Craxi. L’incontro si è svolto ieri sera alla sala regia del comune di Viterbo. Al tavolo dei relatori il sindaco Giovanni Arena, il senatore Francesco Battistoni e il sociologo Francesco Mattioli.


Fotogallery: Stefania Craxi


Un insieme di appunti, per la maggior parte scritti durante il periodo tunisino, che sono stati spunto per un excursus più ampio, messo anche in risalto dal cortometraggio proiettato in sala “Europa, Europa”.

“Siamo di fronte al fallimento degli ultimi 20 anni. Abbiamo ricostruito la seconda repubblica sulle macerie, senza avere riflettuto sul passato – ha osservato la senatrice Stefania Craxi -. Mio padre è stata una cassandra inascoltata. Molte parole di Craxi si riflettono ancora oggi su tutti i problemi che stiamo affrontando. Sono passati 30 anni dalle immagini del filmato e 20 anni da questi appunti e anche se sono riflessioni di storia e geopolitica che vengono da lontano in realtà parlano del futuro”.

Anche il sindaco Arena ha voluto sottolineare l’attualità del filmato, ricordando la figura di Bettino Craxi, uomo di primo piano negli ultimi anni della cosiddetta “Prima Repubblica”, nonché ex presidente del consiglio: “Guardando le immagini ho riflettuto sul valore di un uomo riconosciuto a livello internazionale e sull’attualità delle sue parole e della sua idea di Europa. Di come la sua idea di Europa sia ancora la nostra, di come i problemi del suo tempo siano ancora i nostri”.

Un’Europa che Stefania Craxi descrive attraverso la visione del padre: “L’europeismo di Craxi non fu ideologico. Gli consentiva di vedere le storture con cui l’Europa si andava costruendo e i pericoli che avrebbe corso l’Italia. Era ben consapevole che lo scenario europeo doveva essere governato dai principi internazionali e non dalla potenza e dalle prove di forza delle nazioni. Credeva che si potesse rimanere all’interno dei sistemi internazionali ma difendendo comunque la propria nazione. Però la sua difesa non era per il sovranismo micragnoso di nazione ripiegata su se stessa, ma per una nazione orgogliosa che faceva sentire la sua voce e che voleva essere trattata alla pari”.

Anche il senatore Francesco Battistoni è intervenuto sulla visione Europeista di Bettino Craxi: “Aveva un approccio europeista, consapevole che la coscienza europea non elimina la coscienza dei singoli popoli. E così dovrebbe essere ancora oggi”.

E a chi dal pubblico chiede se oggi, visto anche i toni sempre più sprezzanti dei politici, sia ancora possibile sperare in un dialogo tra i partiti, Stefania Craxi risponde: “In Italia il sistema politico ha perso e questo perché abbiamo distrutto i partiti. I partiti erano l’ossatura del paese. Innanzitutto formavano la classe politica, partendo dalle piccole città e poi arrivando al senato. Un percorso duro dove però lo scontro era sempre sul piano politico e non personale. Potevi contare in politica anche se non eri nessuno. La politica consentiva a tanti figli di nessuno di allearsi e diventare padri di qualcuno. Anche se non venivi dal censo, e ve lo dico io che dal censo vengo, andavi avanti. Oggi la classe politica è scelta dal potente di turno e anche per questo il cittadino si è allontanato dalle istituzioni. Inoltre il bipolarismo muscolare di questi ultimi 20 anni ha creato tifosi e non elettori”.

La senatrice ha poi sollevato l’eccessivo uso dei social che avvelena anche il linguaggio e la dialettica politica: “I social hanno portato alla semplificazione del ragionamento. Oggi fa più notizia un post su facebook che un approfondimento”.

Per la senatrice il giudizio del padre sull’Italia di oggi sarebbe stato: “Non è questa l’Italia che sognavo: miserabile all’interno e derisa all’esterno”. E ha poi aggiunto: “Mio padre era un patriota e amava l’Italia e gli italiani. Reagiva. E noi oggi dobbiamo reagire”.

Maurizia Marcoaldi


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