Viterbo – “Il polo museale Colle del duomo di Viterbo è tra le 17 buone pratiche di eccellenza della regione Lazio”. A dirlo è Francesco Aliperti, uno dei soci fondatori della società Archeoares che in pochi anni ha trasformato museo, cattedrale e palazzo dei Papi, in un punto di riferimento turistico non solo della città ma dell’intero territorio comunale.
Il polo è dunque stabilmente, e in posizione di vertice, all’interno del catalogo delle buone pratiche regionali in ambito culturale.
L’occasione, la conferenza stampa di questa mattina per presentare il convegno sui musei del Lazio che si terrà venerdì prossimo nel palazzo del conclave a partire dalle 9 e mezza.
Il titolo del convegno. “Identità, funzione, attività e prospettive dei musei civici, diocesani e di interesse locale”.
Al tavolo della conferenza, assieme ad Aliperti, anche il portavoce del vescovo, don Emanuele Germani, il vicario di Lino Fumagalli, don Luigi Fabbri, e il direttore del museo civico di Nepi Stefano Francocci.
Venerdì ci sarà anche il sindaco di Sutri Vittorio Sgarbi. Sempre venerdì mattina, il convegno proseguirà fino alle 18, tra gli altri interventi ci saranno quelli del vescovo Fumagalli, del sindaco di Viterbo Giovanni Arena, Marina Cogotti del polo mussale regionale, Alberta Campitelli di Icom Italia e Claudio Cristallini dell’area regionale servizi culturali.
“Il convegno – spiega Aliperti – nasce da un’esigenza di confronto sentita da più parti. Musei che hanno trovato soluzioni differenti a tematiche differenti. Un momento e un’opportunità importanti di aggiornamento. Muovendo da esperienze mussali che nascono dal basso. Il programma vedrà infatti la partecipazione di numerose realtà provenienti dalle province del Lazio. Le tematiche che saranno affrontate all’interno del convegno spaziano dalla riflessione sull’identità, la funzione e lo scopo dei musei nella realtà di oggi. Fino, appunto, alla presentazione delle buone pratiche sviluppate nel corso degli ultimi anni”.
L’evento è patrocinato dalla diocesi di Viterbo, dalla regione Lazio, dalla provincia e dal comune di Viterbo. A breve arriverà anche il patrocinio del ministero dei beni e delle attività culturali.
“Il convegno – ha aggiunto Francocci – è un momento di incontro per imparare dagli altri, mantenendo vivo il dialogo tra le istituzioni. I musei devono avere infatti un ruolo nella costruzione civica di una società. Inoltre, la scelta di Viterbo come sede è quanto mai appropriata. La città ha infatti ospitato una delle prime facoltà di conservazione dei beni culturali in Italia, caratterizzandosi anche per la presenza di un ricco patrimonio storico-artistico”.
Infine, don Luigi Fabbri, vicario del vescovo. In questi ultimi anni la diocesi si è fatta parte attiva nella promozione e valorizzazione culturale non solo del colle del duomo, ma anche di altri edifici. Come ad esempio la chiesa del Gonfalone e la chiesa di Santa Maria nuova. Grazie poi all’impegno di sacerdoti e confraternite.
“Abbiamo dato tutto il nostro sostegno – racconta don Luigi Fabbri – perché riteniamo fondamentali gli scambi di esperienze e attività su un tema così rilevante. La chiesa ha sempre avuto cura dei propri beni culturali. Beni intesi non in senso economico, ma come un qualcosa di sempre vivo e attuale, parte integrante della nostra comunità”.
Daniele Camilli







