Viterbo – Il comune vuole i soldi dell’Imu dalle suore e anche l’Ici.
Va avanti a suon di ricorsi la vicenda che vede da una parte palazzo dei Priori e dall’altra la congregazione delle suore Adoratrici del Sangue di Cristo.
L’amministrazione sta tentando di riscuotere le due imposte e la congregazione si è rivolta alla commissione tributaria provinciale. Ricorso accolti, ma il comune non si è arreso e si è appellato alla commissione tributaria regionale. Appello respinto.
Tuttavia, il dirigente il dirigente settore Tributi, lo scorso maggio ha inviato due note per sottolineare la necessità di andare avanti e ricorrere in cassazione. La nuova amministrazione ha dato l’ok, affidando l’incarico.
Una situazione che si trascina da tempo. “Per le proprietà delle suore – osserva l’assessore ai Tributi Paolo Barbieri – dove abitano e i luoghi di culto, nessun problema.
Quelle invece dove esercitano altre attività, scolastica e d’accoglienza, non sono sono luoghi di culto e la legge prevede che si paghino le imposte”.
Per andare in cassazione, palazzo dei Priori ha nominato un legale, con una spesa di cinquemila euro, più 1700 di spese vive.
