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Una diga a Torre Alfina per evitare l’alluvione del Tevere

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Roma - Il fiume Tevere

Roma – Il fiume Tevere

Acquapendente – “Il ministero delle Infrastrutture ha le risorse per avviare la progettazione della diga di Torre Alfina, nella zona di Acquapendente, un’infrastruttura che potrà tutelare Roma dalle alluvioni”. Erasmo D’Angelis, segretario generale dell’Autorità di distretto idrografico dell’Italia centrale, lo ha annunciato nel corso degli Stati generali del Tevere, in cui è stato presentato il primo rapporto sulle condizioni del bacino del fiume.

“È una grande opera – sottolinea D’Angelis riferendosi alla diga di Torre Alfina -, la più grande di cui Roma ha bisogno. Stiamo riuscendo a mettere il progetto in cantiere. Altre 42 opere sono in progettazione. Abbiamo bisogno però di una filiera istituzionale che ci creda, che parte dal governo e arriva al municipio di Roma”.

Nel corso degli Stati generali del Tevere è anche emerso che un’ipotetica alluvione di Roma causerebbe danni per quasi 28 miliardi di euro. Il rischio riguarda un territorio urbano di 1135 ettari, dove vivono e lavorano circa 250mila persone. La più elevata esposizione d’Europa. Il costo degli interventi di protezione strutturali dell’area metropolitana sarebbe invece di circa 700 milioni, con una manutenzione annuale di 16 milioni.

Ma nella Capitale esiste anche un rischio frane. Secondo le analisi dell’Autorità di distretto, le aree perimetrate a rischio sono 28. Trecentottanta tre, invece, i siti soggetti a fenomeni franosi nel comune di Roma. Particolarmente a rischio sarebbero la collina di monte Mario, viale Tiziano, Monteverde vecchio e Balduina.

Nel fiume Tevere sono inoltre stati individuati dalla Guardia costiera 22 relitti di natanti “affondati e mai recuperati”. Da Castel Giubileo alla foce, alcuni dei quali in centro storico e in prossimità dei ponti.


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