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Donna delle pulizie “manolesta” ruba 600 euro in uno studio, assolta

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Viterbo - La polizia davanti al tribunale

Viterbo – La polizia davanti al tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Donna delle pulizie “manolesta” ruba 600 euro in uno studio, assolta nonostante non ci siano dubbi che sia stata proprio lei ad appropriarsi della somma di denaro.

Perché? L’imputata aveva le chiavi dell’ufficio e la vittima non si è sentita di denunciarla. 

Il professionista vittima del furto, un geometra viterbese, pur chiamando la polizia, non l’ha denunciata. E, avendo la donna le chiavi, è venuta meno anche l’aggravante dell’effrazione, che avrebbe permesso una condanna anche senza la querela della vittima. Ergo, al giudice Silvia Mattei non è rimasto che prosciogliere con un “non luogo a procedere per difetto di querela” l’imputata, dopo la riqualificazione del reato in semplice furto.

Per chiudere il processo ci sono voluti sette anni. La vicenda risale addirittura al 17 dicembre 2011, un sabato mattina.

“Non era la prima volta che mi sparivano delle banconote dai contanti che tenevo in un cassetto per le esigenze dello studio – ha raccontato venerdì in aula la vittima – ma quella volta, avendo dei sospetti per via del fatto che succedeva sempre di sabato, quando c’era la donna delle pulizie, avevo ‘segnato’ le banconote, tutti pezzi da 50 euro, alcuni con delle lettere dell’alfabeto e altre con dei numeri”.

Realizzato che dal cassetto mancavano 600 euro, il professionista intimò alla donna delle pulizie di restituirgli il denaro, altrimenti avrebbe chiamato la polizia. E siccome lei insisteva a negare, i poliziotti giunsero veramente.

“Durante la perquisizione, una mia collega trovò addosso alla sospettata i 600 euro, che nascondeva negli slip. Ed erano ‘segnati’ con dei numeri, proprio come ci aveva detto il geometra che aveva dato l’allarme”, ha detto in aula uno degli agenti intervenuti.

Nessun dubbio, insomma, che ad appropriarsi dei soldi sia stata proprio l’imputata.

Ma il professionista ha sottolineato: “Nello studio è entrata con le chiavi che le avevo dato e io, una volta riavuti i soldi, non mi sono sentito di denunciarla per furto”.

Abbastanza per prosciogliere la donna, anche se a distanza di quasi sette anni.


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