- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“In Italia curriculum a vuoto, in Uk contratto a tempo indeterminato e promozione…”

Condividi la notizia:

Giulia Cappetti

Giulia Cappetti

Viterbo – In Italia precaria, in Uk contratto a tempo indeterminato come infermiera-capo…

E’ la storia dell’infermiera viterbese 26enne Giulia Cappetti e riportata nella versione online del Fatto Quotidiano.

Tutto, per lei, ha inizio nel 2015 con un annuncio su internet e l’invio di un curriculum, l’ennesimo tentativo, dopo quelli a ospedali e cliniche in Italia. 

“Dopo la laurea in Scienze infermieristiche – racconta la giovane al Fatto – ne avrò mandati trenta, forse di più. Mai nessuna risposta, positiva o negativa. Poi ho visto su Facebook l’annuncio di un’agenzia che selezionava personale sanitario in Inghilterra e in Germania e ho provato a mandare il curriculum anche lì. Nemmeno un’ora dopo squilla il telefono: è un colloquio di lavoro. Mi sembrava troppo bello per essere vero: ho anche pensato a una truffa, e invece era tutto serissimo”.

La ragazza supera la selezione e dopo pochi mesi “prende l’aereo con biglietto di sola andata. Destinazione Nottingham”.

Continua il suo racconto al Fatto: “Era tutto nuovo per me: sistema sanitario diverso, un’altra lingua, un accento incomprensibile” e due anni e mezzo dopo prova a salire di grado: “Ho consultato il sito dell’ospedale e nel reparto di endoscopia c’era un posto vacante come charge nurse, coordinatrice infermieristica”.

Si tratta di “una specie di vice caposala, che coordina e controlla il lavoro degli altri infermieri”. Giulia ce la fa a 25 anni e dice che in Italia “sarebbe stato impossibile, prima di arrivare a un ruolo manageriale passano almeno vent’anni”.

Nell’articolo si fa un confronto con la sua terra d’origine e per Giulia “il problema numero uno è la mancanza di opportunità per i giovani” perché, per lei,”In Italia non si assume. Oppure si resta precari per anni, nonostante mille master e mille specializzazioni. Io ho avuto l’indeterminato praticamente subito, con tutte le tutele”.

Dei suoi ex-colleghi di corso rimasti in patria, nell’articolo dice che “hanno fatto molta fatica. Alcuni si barcamenano tra contratti di sei mesi o un anno, altri lavorano part-time o a partita Iva. C’è anche chi ha proprio mollato la professione e ha aperto un negozio, o cominciato un altro percorso di studi”.


Condividi la notizia: