Viterbo – La città dei Papi a momenti c’ha più macchine che anime. La conferma arriva dal 25esimo rapporto Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia pubblicato dal Sole 24 ore.
Multimedia: Automobili e parcheggi selvaggi a Viterbo – Il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia
Settantatre macchine ogni cento abitanti. Peggio di Viterbo, che assieme a Perugia si piazza al 99esimo posto a livello nazionale su 104 città capoluogo prese in considerazione, soltanto Isernia (74/100), Potenza (75/100), L’Aquila e Frosinone (77).
Macchine parcheggiate spesso alla bene e meglio e dove capita. La fontana medievale tra il tribunale vecchio e via Cavour ne sa qualcosa. Idem quella a Pianoscarano o a piazza del Gesù. Per non parlare poi delle vie del centro e, di volta in volta, in piazza del Comune.
Il dossier di Legambiente e Ambiente Italia si basa su 17 parametri raggruppati in 5 macroaree (aria, acqua, rifiuti, trasporti, ambiente, energia). “A fronte di un ipotetico punteggio di 100 che spetterebbe a un capoluogo in grado di rispettare tutti i limiti di legge e di garantire una buona qualità ambientale per ognuno degli indicatori considerati – spiega il Sole 24 ore – è possibile scoprire in maniera interattiva il podio dei più virtuosi, la top 20”.
La città più verde d’Italia è Mantova, che si conferma per il secondo anno consecutivo. A seguire, Padova e Bolzano. In coda il meridione, con la Sicilia che vive la situazione di maggior sofferenza rispetto alle altre città del sud.
Viterbo non brilla nemmeno per quanto riguarda le altre voci del rapporto. Sessantesima posizione in Italia. Va bene solo sul fronte della produzione di rifiuti urbani pro capite. In tal caso è tra i comuni virtuosi. Con 397 chili per abitante, ogni anno. Per il resto c’è poco da gioire. Di sicuro, il capoluogo della Tuscia non è tra le città più verdi d’Italia. Anche se, va detto, rispetto all’anno scorso il salto è stato notevole. Nel 2017 la città dei Papi s’era piazzata al 102esimo posto. Ma ancora non basta.
Viterbo è infatti 52esima per concentrazione di biossido di azoto, 89sima per capacità di depurazione dell’acqua e 23sima per utilizzo del trasporto pubblico. In quest’ultimo caso su 45 piccole città prese in considerazione. Cinquantacinquesimo posto invece per l’incidentalità stradale. Nel 2017 sulle strade viterbesi ci sono stati più di 5 morti ogni mille abitanti.
La situazione peggiora se si vanno infine a guardare i dati sull’uso efficiente del suolo, quint’ultima posizione a livello nazionale, la presenza di piste ciclabili (90esima), il solare termico e il fotovoltaico sugli edifici pubblici (85esima) e la raccolta differenziata (52sima).
Non disponibili, almeno non per Legambiente e il Sole 24 ore, i dati su consumi idrici domestici, dispersione della rete, isole pedonali e verde urbano. Per questi tre fondamentali aspetti si deve ancora aspettare. Probabilmente il prossimo anno.
Daniele Camilli

