Viterbo – (g.f.) – La piazza napoletana più buona è di Viterbo. Passione e bravura hanno permesso a Danilo Lucarini e Ciccio Rossi di salire sul podio più alto e conquistare il primo premio, per la migliore pizza napoletana alla castagna, al Festival della gastronomia dei Monti Lepini, a Segni, dove si assegnava il terzo trofeo internazionale di pizza alla castagna e non solo, la scorsa settimana.
Lucarini, titolare del Vecchio Forno del Bottalone a Santa Barbara, Rossi pizzaiolo al Tomato di Montefiascone, hanno conquistato anche il secondo posto nella categoria pizza alla pala e il dodicesimo per la pizza dessert, affrontando una nutrita schiera di avversari: “I partecipanti erano un centinaio – ricorda Lucarini – da tredici nazioni. E c’erano diversi napoletani. Da quelle parti con la pizza non si scherza, per loro è importante davvero”.
Invece, la pizza napoletana alla castagna più buona non si gusta sotto il Vesuvio, ma all’ombra della Palanzana. Una bella soddisfazione.
“Per la categoria alla pala – spiega Lucarini – invece siamo arrivati secondi”. Vittoria mancata d’un soffio per due macchie scure sul bordo. Chi aveva cotto prima, aveva impostato il forno a una temperatura più alta.
Tra le diverse categorie, ogni concorrente poteva scegliere su quali confrontarsi. “Non essendo napoletani – spiega Ciccio Rossi – c’è piaciuto accettare la sfida e preparare la pizza napoletana e poi quella alla pala, in cui Danilo, essendo fornaio è più indicato. Pure quella dessert ci ha regalato soddisfazioni, è sempre a bordo alto, siamo arrivati dodicesimi”.
Altro motivo d’orgoglio, il livello degli avversari. “C’erano molti napoletani in gara, anche famosi, con pizzerie pluri premiate”. A Segni hanno vinto i sapori della Tuscia.
“Ho ottenuto anche il titolo d’ambasciatore dei prodotti della Tuscia – ricorda Rossi – abbiamo anche fatto un gemellaggio tra il comune di Soriano nel Cimino e Segni, riconosciuto dalla regione. È stato bellissimo.
Noi usiamo solo prodotti della Tuscia, le Chicche, con i nomi più famosi, Coccia, Chiodetti, Piras, l’olio di Blera, oppure creme particolari di un’azienda di Ronciglione, o la crema castagne, nocciole e cacao di Caprarola, usata per la pizza dessert”.
La qualità premia. Sommata alla bravura, arrivare al podio è un attimo. “Io sono stato campione mondiale – ricorda Ciccio Rossi – una volta europeo, due volte Oscar della pizza, tutti primi posti su varie discipline come acrobatica, senza glutine, dessert, al pesce e sono stato sei volte campione nazionale”.
Rossi e Lucarini ormai hanno le mani in pasta, sono un duo collaudato. “Io faccio da spalla a lui e viceversa – ricorda Rossi – sugli impasti, ad esempio, li studiamo prima insieme. L’ho coinvolto, perché merita.
Adesso siamo impegnati in Toscana, con un altro campionato dedicato alle pizze d’eccellenza. Ogni concorrente sceglie prodotti tipici del proprio territorio”.




