Viterbo – Arriva la stretta anti-inquinamento anche nel Lazio.
La regione e il ministero dell’Ambiente hanno sottoscritto negli scorsi giorni un accordo in diversi punti per migliorare la qualità dell’aria in alcune aree del Lazio particolarmente critiche. Viterbo, per il momento, è fuori pericolo, ma la direzione intrapresa fa pensare che presto i divieti arriveranno anche nella Tuscia.
Il documento firmato dal presidente Zingaretti e dal ministro Costa riguarda parte della provincia di Roma (compresa la capitale) e la valle del fiume Sacco, nel frusinate. Zone in cui i rilevamenti dell’Arpa sulla qualità dell’aria producono risultati particolarmente negativi, se si pensa che le stazioni di campionamento tra Ceccano e Frosinone, quindi proprio sulle rive del Sacco, generano indici addirittura tra “scadente” e “pessimo”.
L’accordo prevede, nei comuni interessati, limitazioni al traffico dei veicoli diesel fino alla categoria euro 3 (cioè prodotti fino al 2006) a partire dal 1 gennaio 2019. Limitazioni che si estenderanno agli euro 4 nel 2020 e poi agli euro 5 nel 2024.
Inoltre, regione e ministero s’impegnano a promuovere l’utilizzo di veicoli e impianti di riscaldamento non inquinanti e, addirittura, a incentivare l’utilizzo sugli immobili di vernici che assorbono il PM10. Per gli interventi previsti, il ministero dell’Ambiente stanzierà 4 milioni di euro e la regione Lazio 6, di cui 2 immediatamente utilizzabili.
La Tuscia, per il momento, non è compresa nell’accordo, ma viene comunque colpita di striscio, perché alcuni dei comuni interessati sono terre di confine, come Anguillara Sabazia, Campagnano di Roma e Formello. Senza contare il disagio comportato dalle limitazioni al traffico su Roma.
In considerazione della tendenza all’allargamento sempre più vasto delle misure anti-inquinamento, è possibile che presto i blocchi ai veicoli più obsoleti arriveranno anche nella città dei Papi e negli altri capoluoghi del Lazio.
In provincia di Viterbo i veicoli diesel euro 3 censiti da una ricerca del sito facile.it sono quasi 38mila, il 16,5% del totale del parco auto in circolazione. Meno di Roma, naturalmente, che ne conta oltre 345mila, ma anche di Latina (65mila) e Frosinone (63mila). Solo Rieti, con circa 18mila veicoli, subirebbe decurtazioni inferiori a quelle della Tuscia.
Alessandro Castellani
