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Maxinchiesta sui rifiuti, processo al via anche per il direttore tecnico di Casale Bussi

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Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo – Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo – Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo – Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo – Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo – Maxinchiesta sui rifiuti, processo al via anche per il direttore tecnico di Casale Bussi, comparso ieri davanti al collegio assieme ai sette coindagati, tra i quali l’ex presidente della Ternana Francesco Zadotti, rinviati però a giudizio separatamente. 

Solo per la conta delle oltre cento aspiranti parti civili ci sono volute un paio d’ore. Sono i due processi, per ora distinti, scaturiti dalla maxinchiesta sui rifiuti denominata “Vento di maestrale” sfociata in nove arresti il 3 giugno 2015.

Due i filoni d’indagine venuti alla luce in seguito al blitz di polizia e carabinieri: Viterbo città sporca e discarica. Dietro, per l’accusa, una presunta truffa da un milione e mezzo di euro a danno dei viterbesi. Costi gonfiati per servizi inesistenti o quasi, come lo spazzamento di strade e giardini da parte della Viterbo Ambiente. E la produzione nulla o di pessima qualità di combustibile da rifiuti da parte di Ecologia Viterbo a Casale Bussi. 


(I blitz: video – fotocronaca – slide – fotocronaca2  – slide – la conferenza stampa:fotocronaca – slide)


Due processi davanti allo stesso collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone.

Uno è il processo, alla sua seconda udienza, che si è aperto lo scorso 11 giugno, a carico di sette imputati: Francesco Zadotti (responsabile amministrativo e gestore dell’impianto di Casale Bussi di Ecologia Viterbo), Bruno Landi (legale rappresentante di Ecologia Viterbo fino al 2014), Daniele Narcisi (responsabile dell’impianto), Massimo Rizzo (responsabile della pesa), Paolo Stella (direttore tecnico di Ecologia Viterbo), Gaetano Aita di Ria&Partners ed Ecologia Viterbo srl, in persona del legale rappresentate pro tempore.

L’altro processo, che ha preso invece il via ieri, è a carico del solo Massimiliano Sacchetti, il direttore tecnico della discarica gestita da Ecologia Viterbo, la cui posizione era stata stralciata in sede di udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Roma, in seguito a un’eccezione sollevata dalla difesa, relativa a un difetto di notifica relativo all’avviso di conclusione delle indagini.

I reati, contestati a vario titolo agli imputati sono associazione per delinquere, truffa e frode nella gestione dei rifiuti urbani. Ma anche gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti e operazioni non autorizzate. Per la procura, i reati sarebbero stati “commessi nell’interesse e a vantaggio di Ecologia Viterbo, proprietaria del terreno” in località Casale Bussi. 

Oltre un centinaio le presunte vittime che si sono costituite parti civili, tra cui Regione Lazio, Provincia di Viterbo, praticamente tutti i sessanta comuni della Tuscia, a partire da Palazzo dei Priori, decine di pubbliche amministrazioni della provincia di Roma e Rieti, tra cui i paesi terremotati di Accumoli e Amatrice.

E ancora Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa e Cerveteri sul litorale romano; diverse Unioni di Comuni, dalla Bassa Sabina alla Valle dell’Olio; l’Ama Roma Spa; l’Avr di Roma: l’Azienda Municipalizzata Sabina srl; Diodoro Ecologia di Fiano Romano; l’impresa Angelo Anselmi di Bagnaia; la Gesta; tre cooperative del Viterbese e diverse altre società. 

Talmente tante le parti civili, che le difese hanno chiesto tempo per passarle al setaccio una ad una, in vista di eventuali osservazioni e richieste di esclusione prima delle ammissioni delle prove e prima quindi che i due processi entrino nel vivo. Si torna in aula il 20 marzo. 

Silvana Cortignani


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