Sutri – “Mi ha minacciato di morte e mi ha riempito di insulti”. Vittorio Sgarbi, sindaco di Sutri e deputato del gruppo misto, racconta a Tusciaweb la telefonata intimidatoria ricevuta ieri pomeriggio mentre si trovava a Cuneo per partecipare a un festival letterario.
“La voce – spiega il primo cittadino – era quella di un uomo con spiccato accento siciliano. Ha iniziato a insultarmi e a minacciarmi perché venerdì scorso ho annullato il consiglio comunale a Sutri, come se dovessi farlo per forza per compiacerlo. Me ne ha dette di ogni, anche di volermi sparare. Ha poi tirato fuori la decisione di aver invertito il senso di marcia nel centro storico, una polemica sollevata da quel gruppo di facinorosi che ha raccolto delle firme contro di me”.
Vittorio Sgarbi si riferisce alla petizione lanciata dal Movimento popolare di Sutri per ottenere l’annullamento dell’ordinanza sulla circolazione nel centro storico. Va sottolineato che il sindaco non insinua nessun collegamento tra la telefonata intimidatoria ricevuta e il Movimento. Di chi sia quella “voce maschile con spiccato accento siciliano” potranno dirlo solo gli investigatori.
“Mi ha chiamato con un numero anonimo – evidenzia Sgarbi -. Questa persona non so chi sia, né ho dei sospetti. So solo che parlava di alcune decisioni sull’amministrazione di Sutri, ma non so neppure se viva o meno in città. La telefonata è comunque stata registrata e depositata ai carabinieri, davanti ai quali ho sporto denuncia. Spero che riescano a risalire all’identità dell’anonimo. Ho anche avvisato il prefetto di Viterbo”.
Quella di ieri non sarebbe l’unica telefonata intimidatori ricevuta da Sgarbi. “Già in passato – ammette il sindaco – mi hanno chiamato, sempre con numeri anonimi, per offendermi e criticarmi. Mi dicevano di andarmene da Sutri, di dimettermi, queste stronzate qua… Io mettevo subito giù perché non è divertente farsi prendere per il culo da non si sa chi. Ma la telefonata di ieri, oltre ad essere durata ben cinque, sei minuti, è stata piuttosto violenta”.
Raffaele Strocchia
