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“Migranti, l’istruzione è un diritto universale”

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Silvia Somigli e il segretario nazionale Uil scuola Pino Turi

Silvia Somigli e il segretario nazionale Uil scuola Pino Turi

Uil scuola-Rua - Silvia Somigli

Uil scuola-Rua – Silvia Somigli

Silvia Somigli e Carmelo Barbagallo

Silvia Somigli e Carmelo Barbagallo

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’istruzione è un diritto garantito dalla nostra Costituzione. Un diritto che poi diventa reale ed esigibile grazie al sistema formativo italiano che con le proprie scuole statali rappresenta un sistema non solo di accoglienza, ma di vera e propria integrazione di una scuola comunità che mette in circolo gli anticorpi della tolleranza e della solidarietà che rappresentano l’elemento costitutivo di una scuola comunità che non si limita a dare ai profughi l’opportunità di studiare, ma anche quello di svolgere un’azione di integrazione generale.

La legge n. 47, dispone misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati e prevede il divieto assoluto di respingimento dei minori stranieri non accompagnati alla frontiera, il raccordo tra strutture di prima accoglienza e Sprar, esteso ai minori non accompagnati, tutele per il diritto all’istruzione e alla salute.

In occasione della giornata mondiale dei migranti, la Uil scuola ha fatto il bilancio di tre anni di lavoro nel piano europeo rivolto ai rifugiati e ai minori non accompagnati. Un progetto che vede insieme Internazionale dell’educazione e Uil scuola e che rappresenta il tentativo concreto di gestire quotidianamente nelle scuole, e dunque portare a sistema, il tema dell’educazione dei minori non accompagnati e dei migranti.

E’ l’esperienza, il coinvolgimento, la preparazione degli insegnanti e del personale della scuola a fare la differenza. In tutte le situazioni nelle quali l’integrazione è stata positivamente realizzata, il punto di partenza è stato il diretto coinvolgimento delle persone. Affidare ruolo e funzioni di vera autonomia per le scuole e per gli insegnati è questo il tema centrale. Una questione aperta che potrebbe anticipare e favorire quell’integrazione che a scuola riesce facilmente e che invece, non trova, riscontro nella società.

Quello che è stato realizzato, durante lo scorso anno scolastico, in Sicilia, a Palermo, Salemi e Trapani, è un fatto completamente nuovo. Scuole, insegnanti e personale in sinergia, per creare un modello inedito di educazione, che intreccia competenze, esperienze e necessità.

L’idea che si è realizzata in Sicilia, dove tutti, dirigente, insegnanti, personale Ata, si sono messi a studiare l’inglese per poter comunicare più facilmente, o le esperienze di didattica di laboratorio, o le lezioni pratiche per minori non accompagnati di elettronica, da pizzaiolo, di pasticceria, sono il modo concreto di integrazione trovato nei territori dove il fenomeno migratorio è vissuto quotidianamente, con evidenti ricadute positive su tutti i componenti della comunità scolastica, sia migranti che stanziali.

Quest’anno nei centri del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) beneficiano di attività dedicate, 803 minori non accompagnati, in Sicilia e 540 in Emilia Romagna.

Nel 2017 con il Fondo asilo migrazione e integrazione 2014-2020 (Fami) il Miur ha annunciato di voler finanziare la formazione di docenti di italiano, come lingua 2, e di dirigenti di scuole con un alto tasso di immigrati. I progetti di formazione sono ancora in corso.

In questo anno scolastico, la Uil scuola ha spostato parte delle attività a Modena, dove sono coinvolte 9 scuole, 40 minori non accompagnati  e dove, oltre a sostenere il lavoro di una rete cittadina di scuole, il 30 novembre,  si farà il punto sullo stato dell’integrazione in atto in un convegno sulle esperienze di accoglienza, con la partecipazione del Comune e del terzo settore. 

Silvia Somigli

Segretario organizzativo regionale Uil scuola Rua con delega alla provincia di Viterbo


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