Viterbo – Nella Tuscia in pochi abbandonano gli studi. Rispetto alle altre province del Lazio, il Viterbese è quella con la percentuale più bassa di studenti che lasciano: il 7,70%.
A livello nazionale, nel 2017 la dispersione scolastica è al 14%. Nel 2008 era al 20%, e quindi è stato centrato l’obiettivo europeo di scendere sotto al 16% entro il 2020. In Italia la provincia con minor abbandono scolastico è quella della Spezia (4,8%), mentre in fondo alla classifica c’è quella di Caltanissetta (27,1%).
I dati si basano su un lavoro realizzato da Openpolis del Sole 24 Ore a partire da dati Istat. Un osservatorio che calcola la dispersione scolastica, come la percentuale di italiani tra i 18 e i 24 anni che nel 2017 erano in possesso della sola licenzia media. Un dato che viene censito dall’istituto nazionale di statistica e nel quale rientrano anche coloro che hanno scelto di seguire un corso di formazione professionale.
Nel Lazio, quella di Viterbo è la provincia con la percentuale più bassa di persone che lasciano gli studi: 7,70%. Maglia nera alla provincia di Frosinone: 15,70%. Poi Rieti (13,40%), Roma (10,70%) e Latina (8,20%).
“Tendenzialmente – spiega il Sole 24 Ore – sono il sud e le isole a presentare dei tassi di abbandono scolastico superiori alla media nazionale, mentre le regioni del centro e del nord hanno tassi inferiori”. E ancora: “Quando a questi dati si affiancano quelli sul reddito pro capite e sulla disoccupazione giovanile, emergono le correlazioni. Nel senso che abbandono scolastico sopra la media, disoccupazione giovanile alta e reddito medio pro capite basso sono tre fenomeni che tendono ad accompagnarsi”.
Nel Viterbese, il tasso di disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni è 31,80%. Anche in questo caso, rispetto alle altre province del Lazio, è la migliore. La maglia nera va sempre a Frosinone (48,49%). Poi Rieti (41,54), Latina (37,51%) e Roma (36,31%).
