Bologna – “Accettiamo cose che 30 anni fa non avremmo minimamente accettato. L’operaio guadagna 200 volte meno del manager e nessuno fa niente”. L’ex presidente del consiglio Romano Prodi parla ad ampio raggio dell’Italia, dell’Europa e del particolare momento storico che ci vede alle porte delle elezioni europee del maggio 2019. L’occasione, come riporta ‘Repubblica’, è la presentazione del libro “il valore di tutto” di Marianna Mazzucato.
Nel dibattito, moderato a Bologna dal giornalista Massimo Giannini, Romano Prodi ha toccato vari temi tra cui la differenza nelle retribuzioni tra manager e dipendenti delle grandi aziende globali. “Oggi – ha detto l’ex presidente della commissione europea- si tende a giustificare: la differenza” di stipendio fra chi guida le società “e l’operaio standard che è di 200 volte e nessuno dice niente. Per poi concludere: “Accettiamo cose che 30 anni fa non avremmo minimamente accettato”.
Romano Prodi ha poi parlato dell’Europa e delle aspettative dei cittadini: “Di questi tempi si accusa l’Europa perché l’Europa non fa nulla. Quando faceva politica la gente non era contro l’Europa”.
A suo giudizio “l’Unione Europea è diventata impopolare perché il potere è passato dalla Commissione al Consiglio che rappresenta i singoli Paesi. Questo perché quando si passa ai singoli Stati chi comanda è il più grosso”.
Per l’ex presidente del consiglio c’è solo una soluzione per riscattare l’Unione Europea: “La possiamo salvare se le prossime elezioni saranno elezioni politiche e non l’occasione per mandare i ‘trombati’ delle elezioni nazionali”.
In conclusione dell’incontro poi l’appello al partito popolare europeo: “Il Ppe è il partito più ampio: può nascere una bellissima battaglia politica se gli altri, i liberali, i socialisti e i verdi si mettono insieme. Se ci saranno elezioni europee con una battaglia politica chi vince ha una delega europea, non nazionale. C’è bisogno di Europa perché Cina e Usa ci massacrano: torniamo alla politica”.
