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Pestato dal branco dopo la partita al bar, in tre finiscono a processo

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Un'aula di tribunale

Un’aula di tribunale

Montefiascone –  (sil.co.) – Botte da orbi fuori dal bar dopo la partita Roma-Inter. Doveva essere una serata all’insegna del tifo, invece è finita in ospedale per un giovane che il 9 dicembre 2013 aveva deciso di assistere al match in un bar di Montefiascone assieme agli amici.

Picchiato dal “branco” è finito al pronto soccorso dell’ospedale falisco con il naso spaccato e lividi su tutto il corpo dopo il feroce pestaggio di cui sarebbe stato bersaglio.

Per quell’episodio tre giovani del posto sono a giudizio con l’accusa di lesioni aggravate davanti al giudice Silvia Mattei, che venrdì ha sentito in aula la presunta vittima. 

Il giovane, ricostruendo le botte prese nel corso di una drammatica testimonianza, ha identificato senza esitazioni i tre presunti aggressori. Al processo si è costituito parte civile, assistito dall’avvocato Luca Paoletti. 

“Dopo la partita sono uscito a fumare una sigaretta. Rientrando al bar, sulla porta mi si è parato davanti L.N. con l’aria minacciosa. Non gli ho dato peso e ho fatto per passare. A quel punto mi ha sferrato un pugno sulla nuca così forte da farmi rotolare a terra, poi mi si sono avventati addosso non so in quanti, prendendomi a calci e pugni, botte in testa. Sentivo tante percosse, tanta gente che mi menava”, ha detto, individuando nell’alcol il possibile movente.

“Il locale è piccolo e dentro c’era il bordello, ma i miei amici si sono accorti e mi hanno soccorso, tirandomi su e cercando di portarmi verso la macchina, mentre buttavo sangue da tutte le parti. Io gli dicevo ‘siete stati bravi a menarmi in dieci’ e loro ‘ti ammazziamo, a domattina non arrivi vivo’, quando S.S. si è tolto il giacchetto e correndoci appresso cercava di prendermi e intanto urlava ‘te meno pure da solo’“, ha proseguito.

Non sarebbe finita nemmeno quando un’amica è riuscita a infilarlo sulla sua macchina, dalla parte del passeggero.

“Sul lato destro dell’auto è piombato il terzo, che poi è stato identificato dai carabinieri come V.T., di nazionalità romena. Prima ha sbattuto più volte lo sportello, mentre io ero dentro seduto, così violentemente da mandare in frantumi il finestrino. Poi ha tirato fuori un coltello e ha spaccato la gomma anteriore destra. Fortunatamente, essendo una jeep, un mio amico, nonostante le condizioni della vettura, è riuscito ad arrivare al pronto soccorso dell’ospedale di Montefiascone”.

Nonostante la vittima abbia più volte sottolineato al giudice di avere riconosciuto solo tre degli aggressori, che secondo lui sarebbero stati almeno una decina, i difensori Marco Valerio Mazzatosta, Luigi Gioiosi e Franco Taurchini hanno sollevato dubbi sull’identificazione.

Particolarmente aggressivo l’avvocato Taurchini, che difende S.S., il giovane che si sarebbe tolto il giacchetto, sostenendo che il suo assistito non avrebbe detto “te meno pure da solo”. Ne è nato un battibecco col testimone, interrotto bruscamente dal giudice Mattei, che vista l’animosità delle parti e l’ora tarda, ha sospeso l’udienza per poi riprenderla nel pomeriggio. 

“Mentre ero a terra e mi menavano in tanti, non ho visto chi mi stava picchiando, perché ero impegnato a pararmi la faccia. Avrebbero potuto ammazzarmi”, ha ribadito la vittima. 


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