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Picchia la moglie, ex marito condannato

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Viterbo – Picchia la moglie, ex marito condannato a un anno e cinque mesi per maltrattamenti in famiglia nonostante la presunta vittima, come succede spesso, nel frattempo abbia rimesso la querela.

La pediatra di famiglia ha però confermato di avere visto sul volto della donna i segni delle percosse.

Sul banco degli imputati un viterbese, denunciato dalla moglie a ottobre dell’anno scorso, in seguito a una violenta aggressione fisica, che sarebbe scattata al culmine dell’ennesima discussione, convincendo la donna a sporgere querela.

I maltrattamenti sarebbero andati avanti per circa sette mesi, da marzo a ottobre 2017.

L’uomo, sottoposto a divieto di avvicinamento, è comparso nei giorni scorsi davanti al giudice Silvia Mattei, che ha emesso la sentenza dopo avere sentito la testimonianza della pediatra dei due figli della coppia. La moglie dell’imputato si sarebbe confidata con il medico.

“Capita spesso che le madri dei miei pazienti mi riferiscano di problematiche familiari – ha spiegato la dottoressa in aula – in questo caso specifico, la signora mi aveva parlato diverse volte di discussioni quotidiane col marito. Poi un giorno è venuta a studio con il figlio più piccolo e aveva un vistoso taglio sulla fronte. Mi ha spiegato che glielo aveva fatto il marito. Da medico, le consigliai di farsi refertare al pronto soccorso”.

Forte della remissione di querela, la difesa ha puntato sull’episodio isolato, di fronte alla testimonianza inequivocabile della pediatra, che ha visto le lesioni coi suoi occhi e sentito le ammissisoni della vittima con le sue orecchie.

“Quelle tra l’imputato e la moglie erano normali liti, come capitano nelle famiglie, ma lui non l’ha mai percossa. Stavano passando un periodo particolarmente difficile a causa di alcuni problemi economici, che hanno pesato sulla serenità della coppia”, ha detto il legale.

L’accusa ha chiesto due anni di reclusione. Il giudice ha condannato l’uomo a un anno e cinque mesi, concedendo all’imputato la sospensione condizionale della pena e disponendo la revoca della misura cautelare del divieto di avvicinamento. 


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