Viterbo – “Un polo museale a palazzo Calabresi”. Il comune rivuole dalla regione la storica struttura, oggi nel più completo abbandono e l’assessore al Patrimonio Paolo Barbieri ha già un’idea su come utilizzarla.
Non sarà facile, servono tanti soldi e soprattutto, occorre capire se da Roma sono intenzionati a cedere la proprietà di un bene su cui diverso tempo fa palazzo dei Priori ha speso molti soldi, per poi cederlo e vederlo chiudere. Così va la politica.
“Oggi – osserva Barbieri in seconda commissione – è in disuso e in rovina. Con il vice sindaco Enrico Maria Contardo stiamo vedendo come fare per riprenderlo. È nella disponibilità della regione, seppure il comune ci abbia speso soldi nella ristrutturazione, quando era dell’ente”. Per farne dimora di piccioni.
Si è parlato di palazzo Calabresi nella seduta dedicata anche agli immobili comunali da dismettere e valorizzare.
Giacomo Barelli (Viva Viterbo) era curioso di conoscere lo stato dell’arte di una delibera della vecchia amministrazione. Presto detto. Dismesso ben poco, valorizzato ancora meno. E il centrodestra, è arrivato soltanto da qualche mese.
“Stiamo facendo – anticipa Barbieri – una ricognizione totale, anche sulle locazioni dei beni commerciali. Ci sono diversi pagamenti in arretrato. Qualche locatario ha riconsegnato le chiavi, ma questo non vuol dire che rinunciamo alle azioni per avere gli arretrati”.
Nei beni da valorizzare ci sono il teatro Genio, il Lazzaretto e i terreni alla Volpara.
E poi c’è da riaprire il bar dell’Unione. “Prima bisogna risolvere problemi con i servizi. I bagni sono al piano inferiore e per i portatori d’handicap non sono a norma. Vedremo se si risolve con uno scivolo. Poi potremo partire con l’avviso pubblico”.
Affittato il locale a piazza delle Erbe e pure quello a piazza Martiri d’Ungheria, c’è interesse per l’ex tribunale a piazza Fontana Grande. Ex corte d’assise in particolare.
“Una fondazione molto importante – ricorda Barbieri – sarebbe interessata per qualcosa legato all’arte libraria, pinacoteca. Ovviamente sono tutte situazioni da valutare e che poi dovranno passare per le opportune procedure”.
Giuseppe Ferlicca
Il triste declino della storica struttura: Palazzo Calabresi, trent’anni d’abbandono e degrado


