Viterbo – 302 euro, a tanto ammonta in media nel 2018 la tassa dei rifiuti nel nostro paese, con differenze territoriali marcate. Tra la regione più economica e quella più costosa si registra uno scarto di oltre il 120% e fra la provincia meno cara e quella più cara addirittura di oltre il 270%.
A fare i conti è l’osservatorio annuale di rilevazione prezzi e tariffe Cittadinanzattiva, che rileva come nel Lazio, Viterbo sia la il capoluogo di provincia meno caro e con la più alta percentuale di raccolta differenziata.
“Nel Lazio la spesa media a famiglia è di 332 euro – fanno sapere da Cittadinanzattiva – con l’eccezione positiva di Viterbo dove si attesta sui 244 e fa registrare un migliore livello di raccolta differenziata (55,2%) rispetto al resto della regione. Livello negativo a Frosinone dove la differenziata si ferma al 17,9%”.
Se la Tari 2018 in media è di 244 euro, l’anno precedente a Viterbo si attestava su 221 euro (+10,3%). Va peggio negli altri capoluoghi: Rieti 325 euro, Roma 383, Tina 335 e Frosinone 397 euro.
Per la raccolta differenziata, Viterbo è al 55,2%. La più alta nel Lazio. Frosinone, secondo i dati dell’osservatorio, che si basano su Ecosistema urbano 2018 di Legambiente, è appena al 17,9%, Latina 23,7%, Rieti 23,9%, Roma 44,3%.
Viterbo è anche dove si producono meno chili di rifiuti pro capite, 397, contro i 587 di Roma, i 483 di Rieti, i 530 di Latina e i 595 di Frosinone.
“Analizzando le tariffe a livello regionale – fanno sapere da Cittadinanzattiva – si evidenzia un aumento in ben 10 regioni, con la Basilicata che registra l’incremento più elevato (+13,5% nella sola città di Matera) e una diminuzione in 6 regioni, in particolare in Molise (-4,9%) e in Trentino Alto Adige (-4,5%). A livello di aree geografiche, i rifiuti costano meno al Nord (in media 256 euro), segue il Centro (301 euro), infine il Sud (357 euro).
Il Trentino Alto Adige si conferma la regione più economica, con una tassa rifiuti media di 188 euro, la Campania la più costosa con 422 euro annuali.
Confrontando i singoli capoluoghi di provincia, Belluno, seppur con un piccolo incremento, si conferma la città più economica (153 euro all’anno), mentre a Trapani, che registra un aumento del 49% rispetto all’anno passato, spetta il primato di più costosa (571 euro)”.
Il quadro emerge dalla annuale rilevazione dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che per l’undicesimo anno consecutivo ha realizzato un’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia, prendendo come riferimento nel 2018 una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri.
