Viterbo – (g.f.) – Vittorio Sgarbi si rotola a terra all’autogrill. Non c’è voluto molto perché il video diventasse virale.
Gli ingredienti ci sono tutti. Un protagonista in grado d’attirare l’attenzione, una scena inusuale e un mistero. Perché lo fa?
Come mai il critico d’arte e sindaco di Sutri si vede sdraiato a terra, trattenuto dalla sua segretaria?
Si avanzano ipotesi, le più disparate. Sgarbi le spazza via tutte. Era un gioco.
Scorrendo le immagini, sembra un gioco anche parecchio divertente. “Di ritorno da palazzo Brancaccio ricorda Sgarbi – dove avevo ricevuto il premio Giusta causa, stavo andando a Tarquinia e prepararmi, la mattina dopo, per il funerale di Omero Bordo”.
È la notte del 9 novembre. “Mi fermo in un grill sulla bretella che porta a Viterbo”. Di fronte a lui si materializza il paradiso. Inaspettato. Sotto forma di libri. “Mi accorgo che non ci sono i soliti volumi. Erano vecchi, degli anni ’70, ’80 e ’90. Tutti a un euro e 90 centesimi. Anche titoli insoliti e rari. Inizio a prenderli”.
A quel punto, interviene la sua assistente Paola Camarco. “E’ molto spiritosa. Cercando di farmi risparmiare e pensando che io acquistassi per capriccio, cerca d’impedirmelo. Mi strappa i libri dalle mani. Erano una ventina. Nel tentativo di fermarmi, si rotola a terra anche lei. Qualcuno ha pensato che io fossi ubriaco, ma era un gioco”.
Una scena che avviene di fronte a un benzinaio: “Che l’ha ripresa – prosegue Sgarbi – e anche di fronte a una simpatica ragazza al bar. Un episodio inverosimile. La mia assistente Paola si diverte con me come se io fossi un bimbo capriccioso e mi dice che non devo comprare libri”.
Il filmato al sindaco di Sutri non è dispiaciuto. “È molto divertente, con l’aggressione di Paola, per puro gioco”.
A un certo punto si sente pure la ragazza che scherzosamente rimprovera Sgarbi: “Sono tre ore che guardi libri, adesso basta”.
Una ubriacatura al massimo letteraria, per Sgarbi. “Anche perché io non bevo – sottolinea il critico d’arte – non posso dire d’essere astemio. Il vino ha una sua meraviglia, un suo colore e una sua forza. Bevo per puro diletto, solo Lambrusco, che è leggero e spiritoso ma non dà ebbrezza. Invece, qualcuno mi ha visto a terra e ha pensato che io fossi ubriaco”. Per chi ha insistito nel sostenere questa tesi, qualche commento di troppo sui social, il sindaco promette querela.
Resta solo un dubbio: tra la sua assistente e Sgarbi, chi ha vinto? I libri li ha acquistati o sono rimasti sullo scaffale?


