Viterbo – “Stanno comprando Il nostro paese a prezzi di saldo. Siamo un outlet a cielo aperto”. Al Gran Caffè Schenardi l’economista Antonio Maria Rinaldi lancia il duro affondo nei confronti dell’Europa. L’occasione l’incontro, avvenuto ieri nello storico locale di Viterbo, dal tema: “Quale Europa – Elite vs Sovranismo”. Come moderatore il giornalista di Mediaset Alessandro Usai. A organizzare l’evento Fratelli d’Italia con il deputato Mauro Rotelli che ha fatto gli onori di casa.
“Oggi non è una data qualsiasi – ha introdotto Rotelli -. Oggi sono 29 anni dalla caduta del muro di Berlino che aprì una serie di speranze nei popoli europei. Molte delle speranze e di quei sogni si sono poi infranti in questa Europa che ci ha proposto uno schema di carattere burocratico ed economico. Uno schema non soddisfacente per quanto ci riguarda. In vista delle europee di maggio 2019 dobbiamo dare una risposta ai burocrati delle banche”.
Una risposta snocciolata punto per punto dall’economista Rinaldi.
“Abbiamo venduto questo paese agli stranieri – ha detto Rinaldi -. Viene il cavaliere bianco di turno che si compra a buon prezzo le nostre aziende. Poi cambia le carte in tavola e ci dice: “Bisogna razionalizzare i costi; dare il via alle casse integrazioni; delocalizzare i siti produttivi in Turchia, Polonia, India o Cina e magari trasferire anche la sede fiscale dove non si pagano le tasse””.
La responsabilità per Rinaldi è in gran parte dell’Europa e della sua burocrazia. “I parlamenti nazionali dei paesi membri sono stati esautorati dai poteri decisionali. I trattati europei stabiliscono delle regole vincolanti che non lasciano spazio a livello nazionale. Inoltre le regole europee non ammettono che ci possano essere cicli economici avversi”, spiega.
Quello che viene rimproverato ai politici nazionali è di non aver sbattuto i pugni sul tavolo. “Le regole Europee sono state utilizzate come una mazza da baseball contro l’Italia. Le regole e i trattati sono stati sempre più stringenti al punto che ci si è estraniati dalla politica. Forse i nostri politici si sono rimbecilliti a forza di guardare il Grande fratello. Siamo diventati una colonia”, specifica Rinaldi.
E il giornalista Antonio Usai incalza chiedendo: “Sei d’accordo sul rapporto deficit-Pil al 2,4%?”
Per l’economista si dovrebbe alzare la posta: “Il 2,4% è il minimo sindacale. Io avrei fatto il 5%. Se l’austerity in questi anni avesse dato risultati positivi allora sarei qui con la camicia blue e le stelle. Dato che ciò non è avvenuto è giusto che ci sia una manovra forte da parte del governo”.
“E vi dirò di più – ha poi aggiunto Rinaldi – ci siamo venduti per un piatto non di lenticchie ma di crauti. Vi siete chiesti perché dal 2002 a oggi la capacità di spesa del cittadino tedesco è passata dal 57% del Pil al 52-53%? Questi sono dati che indicano che il cittadino tedesco sta peggio oggi. Questo vuol dire che il vantaggio economico della Germania in realtà è spalmato sulle società e su tutti gli azionisti delle multinazionali. Quindi i vantaggi non sono per i cittadini. Ma i veri azionisti dei paesi sono proprio i cittadini. A loro bisognerebbe pensare”.
Il moderatore Usai chiede poi di definire il termine sovranista. “Sovranista non è una parolaccia. È chi persegue gli interessi nazionali. Lo fanno francesi, tedeschi… e perché noi non possiamo farlo?”.
Poi l’elogio al nostro paese, terra di storia e opere d’arte. Un elogio esteso anche a Viterbo: “Viterbo vale più di tutto il Pil della Germania perché le nostre opere d’arte e la nostra storia la Germania se le sogna”.
Sull’attenzione al territorio locale è intervenuto anche il capo dipartimento di Fdi Luca Romagnoli che ha posto l’attenzione sull’azienda Pernigotti, legata al viterbese per le nocciole, la cui produzione è stata trasferita in Turchia. Rinaldi ha così lanciato il suo guanto di sfida: “Domani mattina fatevi promotori affinché il governo italiano eserciti la golden power (ai poteri speciali che consentono al governo di blindare una società qualora sia in pericolo l’interesse nazionale). Io sarò con voi, vi appoggerò”.
E dopo aver smentito una sua candidatura a presidente Consob: “So che il mio nome è stato fatto dal Sole 24 ore ma non mi è stato proposto nulla e io per il bene della mia salute mi auguro che non mi venga chiesto nulla”. Un’anticipazione.
Quella che Usai definisce “un’anteprima” di cui a breve tutti parleranno.
“Per quanto riguarda il Def – ha affermato Rinaldi -. Io e alcuni esperti ci siamo messi a spulciare i dati. La scoperta è sorprendente. Partiamo innanzitutto dal fatto che il Def ha degli effetti moltiplicatori in una certa maniera che poi daranno una certa crescita. I tecnici europei hanno applicato moltiplicatori bassissimi per vedere gli effetti della manovra. Questo non è stato fatto nei governi precedenti e neanche per gli altri paesi europei. Ne vedrete delle belle”.
E dopo aver chiosato: “Vi voglio vedere arrabbiati davvero. Vi voglio far arrabbiare fino in fondo”, l’accenno più specifico alla politica nazionale e a Fratelli d’Italia. “Questo è il governo del risarcimento. Lo è perché nei confronti del popolo italiano sono state fatte porcate immonde. Se l’alternativa a questo governo si chiama Cottarelli, allora io mi tengo stretti questi che ci stanno ora al governo. E vi dirò di più. Io a suo tempo avrei tifato per l’entrata di Fratelli d’Italia nel Governo”.
Il partito per Rinaldi sta facendo bene: “La sua è un’opposizione costruttiva e intelligente perché dà il proprio consenso di volta in volta su ciò che ritiene sia giusto”.
L’amara conclusione però è dietro l’angolo: “In Italia però la vera opposizione la sta facendo la commissione europea. Non a caso i commissari europei fanno parte dei socialisti e dei popolari, dove non compare Fdi. Fanno tutto loro perché hanno i mezzi tecnici per farlo, dallo spread ai mercati”.
Maurizia Marcoaldi



