Udine – Trasportavano cuccioli di cane dall’Est Europa in condizioni estreme e li rivendevano in Italia con certificazioni sanitarie false.
La polizia di Udine ha smantellato una banda dedita al traffico illecito di animali. Otto le ordinanze di custodia cautelare, a carico di sei italiani, uno slovacco e una polacca, con l’accusa di associazione a delinquere.
Secondo l’accusa, il gruppo prelevava i cuccioli da Ungheria, Polonia e Slovacchia e li stipava in gabbie sottodimensionate, senza aria né acqua, dentro i bagagliai degli automezzi. I cani venivano strappati dalle madri a nemmeno un mese d’età, condizione che rende illegale il traffico d’animali, che per legge devono aver compiuto almeno tre mesi.
Inoltre, sempre stando alle accuse, gli esemplari trasportati in Italia non avevano la necessaria vaccinazione antirabbica, ma l’associazione provvedeva a dotarli di documenti falsi, realizzati con la complicità di veterinari e allevatori.
I cuccioli venivano dunque messi in vendita regolarmente sul mercato, garantendo al gruppo guadagni di diverse centinaia di euro per ogni esemplare. Gli acquirenti, infatti, compravano animali dotati di certificazioni e microchip falsi.
Le indagini hanno evidenziato che l’associazione operava anche fuori dalla provincia di Udine, in diverse zone d’Italia.
