Orte – “Giuliani è stato più bravo di noi in campagna elettorale, ma sono convinto che tanti suoi elettori oggi si taglierebbero una mano”.
Il segretario del Pd di Orte, Angelo Zeppa, non risparmia nessuno dalle critiche. Nemmeno il suo stesso partito. Reo, secondo lui, di auto-mutilarsi e lasciare il campo a “gente che illude gli elettori con cose irrazionali, come Salvini o il nostro sindaco Giuliani”.
Zeppa, cominciamo proprio dall’ultimo consiglio comunale e dall’argomento che ha fatto più discutere: la privatizzazione dell’asilo nido.
“Il comune sta portando avanti una porcata. Nella gestione del nido sono emerse carenze organizzative enormi, tanto che quest’anno è partito in ritardo. Anche l’edificio ha grosse criticità, ma l’atteggiamento del sindaco è stato ondivago, come al solito: all’inizio ha detto che non c’erano problemi, poi invece ha detto che non c’erano i soldi per risolverli”.
In realtà, nell’ultimo consiglio ha detto che è colpa delle amministrazioni precedenti.
“Anche se fosse, lui non ha fatto nulla per colmare le carenze. Giuliani è solito cambiare idea 3-4 volte al giorno. Ha anche detto che le tariffe del nido di Orte erano le più basse della provincia, quando invece è vero l’esatto contrario. Basta andare a vedere quanto si paga negli altri comuni”.
Ma perché siete così contrari alla privatizzazione?
“Perché la gestione di un asilo nido è un servizio che non produce utile, quindi è contrario per sua natura alla logica del profitto che muove un imprenditore. Questa è la certificazione di un fallimento amministrativo, raccontino quello che vogliono”.
Un altro tema molto caldo è la fermata dell’alta velocità, per cui è convocato un consiglio comunale straordinario mercoledì prossimo.
“Bisogna ringraziare il nostro consigliere regionale Enrico Panunzi, che è stato il primo ad attivarsi per questa cosa. Sicuramente è un’opportunità da cogliere, per tanti motivi, ma deve andare di pari passo con tutte le altre tematiche del trasporto ferroviario, in particolare quelle legate alle esigenze dei pendolari”.
Lei è all’opposizione da quasi 15 anni, contro schieramenti di ogni forma e colore politico. Quale considera la giunta peggiore?
“Quella attuale. Quando c’era Primieri si facevano degli errori, anche gravi, ma almeno c’era del materiale concreto di cui discutere. Adesso, invece, c’è il vuoto. Gli amministratori non fanno nulla e, le rare volte che fanno qualcosa, sbagliano in maniera talmente palese che è difficile anche solo parlarne”.
Non c’è proprio niente che si salva secondo lei?
“Se chiediamo agli ortani un’opera importante compiuta dalla giunta Giuliani, non sanno risponderci. Le attività sono talmente minime che non si può parlare di positivo o negativo. Non c’è progettualità, non c’è azione, niente di niente. Pensiamo alla famosa cittadella dello sport che avevano promesso in campagna elettorale: hanno acceso un mutuo, che impegnerà per anni il comune di Orte, e non c’è ancora neanche il progetto esecutivo dei lavori”.
Alla luce di questo, cresce il rammarico per la sconfitta alle elezioni?
“Quando perdi, è chiaro che hai sbagliato qualcosa. Noi non siamo riusciti a intercettare la voglia di cambiamento dei cittadini dopo il ciclo politico del Quadrifoglio di Primieri. Giuliani è stato bravo in questo, ma sono convinto che tanti elettori che l’hanno votato allora, oggi si taglierebbero una mano”.
Cosa significa in concreto “intercettare la voglia di cambiamento”?
“Dovevamo dare un maggior senso di novità al progetto. Il problema più grande del Pd di Orte negli ultimi anni è che non abbiamo mai avuto il coraggio di puntare fino in fondo sui nostri uomini. Abbiamo sempre cercato un papa nero, una figura terza. In futuro, pur rimanendo in un quadro civico, dovremo valorizzare maggiormente le risorse interne, che ci sono e hanno tutte le qualità per amministrare bene”.
Quindi il prossimo candidato sindaco del Pd arriverà dal circolo?
“Non corriamo troppo, mancano due anni e mezzo. Voglio solo far presente che noi non abbiamo mai imposto il candidato sindaco, ma che abbiamo comunque ottime figure da spendere. Resto convinto che in un comune come Orte il Pd debba inserirsi in un progetto civico e che il metodo migliore per individuare il candidato sindaco tra le varie componenti sia quello delle primarie. Spero che i nostri futuri alleati condividano quest’approccio”.
Si può dire che il Pd, pur avendo un solo rappresentante in consiglio comunale, sia il trait d’union fra tutte le forze d’opposizione?
“Idee chiare è un progetto civico, l’ha sempre rivendicato e bisogna rispettare la sua scelta. Però vedo che tra i quattro consiglieri di minoranza ci sono delle convergenze importanti e contatti frequenti. Personalmente sono per favorire questo percorso d’avvicinamento”.
Potrebbe esserci quindi la fusione tra le due liste d’opposizione?
“Per il momento è importante che la collaborazione in consiglio comunale vada avanti, tra due anni vedremo”.
E la maggioranza potrebbe spaccarsi?
“Non lo so e neanche m’interessa. Si sono presentati come progetto civico, ma in realtà sono la destra. Hanno fatto campagna elettorale in blocco per Forza Italia e da pochi giorni sappiamo che l’assessore Bacchiocchi è entrato in Fratelli d’Italia. La poca attenzione che hanno per i servizi sociali, come abbiamo visto per l’asilo nido, è tipicamente di destra”.
Se la maggioranza è la destra, l’opposizione cos’è?
“Un giusto mix tra sinistra e civismo”.
Senza destra?
“Senza destra”.
La situazione di confusione generale del Pd si riflette anche sul vostro operato locale?
“Chiaramente la grande difficoltà che sta vivendo il partito sul piano nazionale crea dei problemi a tutti i livelli. Il prossimo congresso è assolutamente decisivo. Serve un’analisi strutturata delle sconfitte elettorali e una linea guida condivisa, che stabilisca cosa si farà nei prossimi anni. Al momento i contrasti interni ci impediscono di offrire un’alternativa credibile alle forze di governo”.
Pure a Orte non siete nuovi a guerre intestine…
“Orte è un precursore del correntismo esasperato: qui si parla di liste concorrenti nel centro sinistra fin da quando andavo alle giostre da bambino. Il nostro circolo è rimasto in piedi e stiamo lavorando per ricucire l’elettorato, mentre altri comuni stanno attraversando oggi una fase che noi abbiamo già superato”.
Vede delle similitudini tra la realtà cittadina e quella nazionale?
“Moltissime. Giuliani è come Conte, un avvocato del popolo. Sono due facce della stessa medaglia. Tutti e due hanno sparato cose mai sentite prima, salvo poi fare marcia indietro. Questo modo di fare politica non solo irrita la gente che viene presa in giro, ma crea anche danni gravi alla cosa pubblica. Noi non possiamo dormire mentre succede tutto questo”.
Per chi ha votato in segreteria regionale?
“Per Astorre. Mi è piaciuto soprattutto quando ha detto che la sinistra deve abbandonare l’atteggiamento spocchioso e arrogante che troppe volte ha avuto verso le problematiche dei nostri elettori storici”.

