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Camilli: “Ci hanno massacrato ma abbiamo una rosa per puntare a tutto”

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Sport - Calcio - Viterbese - Piero Camilli

Sport – Calcio – Viterbese – Piero Camilli

Sport - Calcio - Viterbese - Il patron Piero Camilli

Sport – Calcio – Viterbese – Piero Camilli e il figlio Luciano

Sport - Calcio - Viterbese - Piero Camilli durante la presentazione delle nuove maglie da gioco

Sport – Calcio – Viterbese – Piero Camill

Alessandro Polidori e Piero Camilli

Sport – Calcio – Viterbese – Piero Camilli e Alessandro Polidori

Sport - Calcio - Piero Camilli e Claudio Lotito

Sport – Calcio – Piero Camilli e Claudio Lotito

Viterbo – Passeggiando per Viterbo ci si può imbattere nella statua di un gigante che emerge dal prato di Valle Faul.

Si tratta di ‘The awakening’ (in italiano ‘Il risveglio’), installazione di Steward Johnson, composta da cinque elementi e che simboleggia il risveglio dell’essere umano e delle coscienze.

Piero Camilli non è un artista ma in un certo senso ha riprodotto l’opera dell’artista americano a un chilometro e mezzo di distanza, precisamente all’Enrico Rocchi.

Anche la Viterbese, infatti, così come il gigante di Valle Faul, si è risvegliata. Con l’imprenditore di Grotte di Castro alla guida del club la squadra è passata dall’Eccellenza laziale alla serie C nel giro di tre stagioni. Ha vinto un trofeo importante come lo scudetto di serie D e ne ha sfiorato un altro ancor più prestigioso, quella coppa Italia di serie C andata all’Alessandria tra mille polemiche e una direzione arbitrale altamente discutibile, specialmente nel ritorno del 25 aprile (il direttore di gara di allora, tale Manuel Volpi di Arezzo, è stato prontamente promosso in Can B ma questo è un altro discorso).

In cinque anni e mezzo di gestione il presidente onorario gialloblù ha donato quella stabilità che a Viterbo mancava da decenni e che in serie C, dove punti di penalizzazione e fallimenti sono all’ordine del giorno, appare come un lusso.

Presidente, tra tante società a rischio la più penalizzata in questa stagione è stata la Viterbese, che invece ha i conti in regola.
“Ci hanno massacrato. Quando vedo che al nostro posto ci sono società come Cuneo, Piacenza e altre che non pagano gli stipendi mi rendo conto di quanto questo mondo faccia schifo. E’ una cosa ignobile e qualcuno dovrebbe vergognarsi”.

Come regalo di fine anno preferirebbe un buon mercato di gennaio o meno infortuni in vista dei tanti recuperi?
“La squadra è forte così com’è. Preferirei meno infortuni e ovviamente più punti”.

Quindi nella sessione invernale di calciomercato ci saranno pochi movimenti?
“Niente acquisti. Come ho già detto la squadra è forte ed è un peccato che si facciano 800 spettatori a domenica. Ci sarà comunque qualche cessione”.

Tra circa un mese ci sarà la sfida alla Ternana in coppa Italia. La Viterbese ci punta?
“Certo. Abbiamo una rosa costruita per puntare a tutto. Vedremo alla fine cosa saremo riusciti a fare e dove arriveremo”.

Se per assurdo la Viterbese arrivasse in finale di coppa non ci sarebbe spazio per giocare tutti i recuperi prima di maggio…
“Esatto. Siamo in mano a incompetenti. Bastava ripescare in serie B chi di dovere invece hanno fatto questo casino. In serie C salteranno almeno quattro o cinque squadre e il campionato con tutte queste situazioni è falsato. Un disastro”.

Lo stadio, invece, sta subendo un grosso restyling.
“E’ sempre più bello. Stiamo investendo per metterlo a posto e sta diventando sempre più accogliente sia per noi che per gli ospiti”.

Sul sintetico al Pilastro, ha saputo più niente?
“Assolutamente no. Non so niente e nemmeno ci penso più. Quando mi diranno che è pronto ci andrò”.

Da un mese e mezzo è tornato Sottili e si iniziano a vedere i miglioramenti.
“Sì. E’ tornato Sottili ma anche i vecchi preparatori. Si vede il lavoro e l’impegno che ci stanno mettendo”.

La sua Roma, invece, non sta attraversando un periodo facile.
“Purtroppo no. Parlo da tifoso e sono parecchio disonorato. A Roma non è importante se arrivi primo, secondo o terzo ma la passione che ci metti e chi ci governa se ne frega. Quanto rimpiango i vari Sensi e Viola!”.

La Juve, per il momento, rimane di un altro pianeta.
“Assolutamente. Ha uno strapotere economico e continuerà a fare bene per anni”.

Tornando alla Viterbese, dove potrà arrivare in questa stagione?
“Non lo so. Viviamo alla giornata. Non so nemmeno quanto resterò io. Inizio a essere stanco, vedremo”.

Samuele Sansonetti


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