- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Intrappolato in casa, minacciato con un coltello e preso a sediate”

Condividi la notizia:


Jaouad Ouboulmane dopo il pestaggio

Jaouad Ouboulmane dopo il pestaggio

Stefania Calendo e Michela Cuomo

Stefania Calendo e Michela Cuomo

Jaouad Ouboulmane dopo il pestaggio

Jaouad Ouboulmane dopo il pestaggio

Pestaggio a Bolsena - La maglietta sporca di sangue di Jaouad Ouboulmane

Pestaggio a Bolsena – La maglietta sporca di sangue di Jaouad Ouboulmane

Pestaggio a Bolsena - Le ferite di Jaouad Ouboulmane

Pestaggio a Bolsena – Le ferite di Jaouad Ouboulmane

Bolsena – “Chiuso in casa, minacciato con un coltello e preso a sediate”. Botte e insulti a Bolsena, Jaouad Ouboulmane racconta la sua versione dei fatti.

Jaouad e l’amico Sergio sono stati accusati da due ragazze, Stefania Calendo e Michela Cuomo, di averle aggredite nella notte tra il 4 e il 5 dicembre prendendole a calci e pugni e gridando a una di loro “Muori lesbica”.

La testimonianza è apparsa nelle pagine del quotidiano Arezzo24 dove le ragazze si sono esposte, con tanto di nome e cognome, per raccontare la vicenda.

Ma la ricostruzione che Jaouad Ouboulmane ha fornito agli inquirenti, nelle sua denuncia, è molto differente da quella delle due ragazze di Arezzo.


Articoli: Vetri rotti, schizzi di sangue ovunque e oggetti scaraventati a terra – “Presa a calci e pugni in casa mentre mi gridava ‘Muori lesbica’” 
Fotocronaca: Botte a Bolsena – Jaouad Ouboulmane – Due ragazze aggredite a Bolsena


Il gruppo di amici intorno alle 23,30 del 4 dicembre si sarebbe effettivamente ritrovato a passare del tempo insieme al bar, ma l’epilogo della serata, stando a quanto dichiarato nella denuncia presentata ai carabinieri da Jaouad Ouboulmane, non corrisponde.

“Mentre io e due miei amici eravamo fuori dal bar – racconta Jaouad agli inquirenti – sono arrivate altre quattro persone che conoscevo, Valter C., Stefania, un’altra ragazza, Michela e si sono sedute con noi. Hanno da subito iniziato a bere alcolici tanto da stuzzicare me e Sergio pretendendo dell’hashish”.

A questo punto il gruppo si sarebbe spostato a casa di Stefania la quale, stando al racconto di Jaouad ai militari, avrebbe chiuso a chiave la porta.

“Stefania – racconta Jaouad – ha ricominciato a chiedermi la droga e, vista la mia risposta negativa, si è intromesso anche Valter C. dicendomi ‘Che razza di marocchino sei se non ce l’hai?’”.

Da lì in poi la situazione avrebbe incominciato a degenerare tanto da portare Jaouad a voler andare via.

“Quando ho cercato di aprire la porta – spiega Jaouad nella denuncia – non ci sono riuscito perché chiusa a chiave dall’interno. Porta che, tra l’altro, era senza chiave nel buco”.

Dalle parole si sarebbe presto passati ai fatti.

Valter C. mi ha fatto cadere a terra con una ginocchiata  – dichiara Jaouad nella denuncia ai carabinieri – e mi ha preso a pugni al volto e al corpo. I miei amici, Sergio in particolare, hanno iniziato a litigare con Michela. Valter nel frattempo ha preso un coltello e ha iniziato a muoverlo in maniera minacciosa. Ho ricevuto anche dei colpi con una sedia da parte di Stefania”.

Jaouad sarebbe riuscito a scappare insieme all’amica che era con lui, ma – stando a quanto dichiarato nella denuncia – vista l’assenza dell’amico Sergio, avrebbe deciso di rientrare nella casa ma “trovando la porta d’ingresso di nuovo chiusa, ho deciso di rompere il vetro”.

Jaouad, che nel frattempo si era fermato a dormire a casa della sua amica, il giorno successivo si sarebbe recato all’ospedale di Acquapendente con “l’occhio sinistro nero, il naso dolorante e il dente mancante”.

Lasceremo gli inquirenti fare il loro lavoro – dichiara Giovanni Bartoletti, legale di Jaouad Ouboulmane – ma era giusto dare la nostra versione dei fatti”.

Elisa Cappelli


Condividi la notizia: