Grotte di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Con riferimento all’intervento di Maurizio Palozzi, ex sindaco di Canepina, credo che quest’ultimo, oberato da diversi impegni istituzionali di alto livello, abbia perso la necessaria lucidità per interessarsi ai problemi dei piccoli comuni. Non riesco a capire cosa c’entri Talete con la frana della strada provinciale 48.
So bene che per loro (la sinistra) Talete è un ente vitale e si capisce bene il perché. Per chi amministra una piccola comunità, e deve fare i conti giorno per giorno con i propri cittadini, essere fuori da quel baraccone è un elemento vitale. Ogni giorno di più apprezzo il comitato “Non ce la beviamo” di cui sono fervido sostenitore. Tra l’altro è in discussione, e spero venga presto approvata, in parlamento una legge che statuisce il riordino delle acque, per cui mi auguro che Talete sparisca.
Andando nello specifico, le fogne sottostanti il tratto stradale in questione sono state realizzate a regola d’arte quando le amministrazioni erano efficienti, soprattutto nei lavori pubblici (anni ’40) e soltanto dopo, negli anni ’60, la provincia, in sede di asfaltatura della strada che collegava Grotte di Castro con la strada Gradolana, ha operato degli sbancamenti e ha coperto le fognature con circa otto metri di terrapieno. Troppo hanno retto le fogne sottostanti.
Nella situazione di precarietà attuale, l’amministrazione comunale di Grotte di Castro si è fatta carico del problema trovando un accordo con l’amministrazione provinciale in cui, nella cifra di 140mila euro in fase di appalto, il comune contribuisce per circa il 45% con risorse proprie.
Comunque il fatto che, come afferma Palozzi, se il comune fosse stato in Talete la strada non sarebbe franata, mi fa pensare che Talete porti fortuna, per cui questa fortuna dovrebbe adoperarla per realizzare bilanci attivi e non frutto di ingegneria finanziaria.
Piero Camilli
Sindaco di Grotte di Castro
– Voragine enorme e pericolosa, ok all’intervento

