Viterbo – (g.f.) – Qualcuno faccia luce. Non è detto che più lampioni in città equivalgano a fare giorni, anzi.
Dal 2013 a oggi sono stati posizionati circa mille punti in più a Viterbo e gestirli non è facile.
Capita così, che lampioni pronti da mesi restino ancora spenti.
È il caso di San Martino al Cimino, lungo la strada che porta che porta all’abbazia. Nemmeno una via troppo secondaria e nemmeno un numero così elevato, sono tre o quattro in tutto.
Eppure, come il consigliere Francesco Serra ha fatto notare a Elpidio Micci, restano belli di giorno e bui di notte. L’assessore ne è al corrente, non naviga nel buio.
“A settembre – ricorda Micci – quando si è presentato il problema, mi sono rapportato con gli uffici. Mi è stato detto che dal 2013 a oggi sono stati realizzati mille punti luce al di fuori dell’appalto originale per la pubblica illuminazione, sono tanti”. In particolare, in nuove zone cittadine.
Prenderli in carico non è facile, evidentemente. Si rischia il corto circuito. “Sono molti e farli funzionare tutti non è semplice. Stiamo cercando una soluzione”.
Nel contratto erano previsti 9200 punti luce, prevedendo un aumento nel tempo. Forse non di queste dimensioni. Con il risultato che luce non fu.
