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“L’azienda di Vittorio Di Battista ha debiti verso dipendenti e fornitori”

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Vittorio Di Battista

Vittorio Di Battista

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista

Fabrica di Roma – Un altro padre di un esponente politico alla ribalta delle cronache. Stavolta tocca a Vittorio Di Battista, papà di Alessandro (M5s) e la società Di.B Tec srl.

A parlarne è stato per primo il Giornale, ma oggi la notizia è ripresa da un po’ tutti i quotidiani. Per i debiti verso dipendenti, fornitori e Inps. Azienda nata nel 2001, a Fabrica di Roma, si occupa della lavorazione di manufatti in ceramica e apparecchi igienico sanitari.

Il Giornale ha consultato il registro delle imprese. “L’azienda è piena di debiti verso le banche, oltre 150mila euro, verso i fornitori, 135mila euro,  ma anche verso i dipendenti – scrive oggi Repubblica riportando quanto scoperto dal Giornale – nell’ultimo esercizio, i lavoratori hanno crediti pari a 53.370 euro”.

Una situazione che è definita cronica. “L’anno precedente (2015) – continua Repubblica – erano di 38mila euro”. Non le uniche difficoltà economiche, sempre stando a quanto rilevato dal Giornale. “La Di.Bi Tec Srl – riporta Repubblica. – sarebbe debitrice anche nei confronti dello stato, per mancati versamenti tributari, 60mila euro, ui si aggiungono 7.700 euro di debiti verso l’Inps. Nonostante questi debiti, la società possiede titoli bancari “Carivit” per 116mila euro”.

Non ci mette molto a replicare, non Di Battista senior, ma il figlio Alessandro, con un post via Facebook. “Grazie – scrive Alessandro Di Battista – pensate di indebolirmi ma ottenete il contrario. Oggi, grazie a voi, ogni piccolo imprenditore italiano sa che un ex parlamentare, quando era in parlamento, non si è occupato dell’azienda di famiglia.

Il Giornale scopre che la piccola azienda di famiglia (3 dipendenti tra cui mia sorella) ha difficoltà. Chapeau! A questo punto gli consiglio di fare altre decine di migliaia di visure camerali per scoprire la situazione delle piccole imprese italiane. E gli consiglio di sbattere in prima pagina tutto ciò che scopriranno”.

Di Battista replica pure all’ex premier Matteo Renzi, che aveva commentato la notizia. “Ho visto che Renzi ci si è subito buttato a pesce su questa stupidaggine. Caro Matteo, so che ti brucia ancora che uno come me, senza guru della comunicazione, senza tv dalla sua parte, solo con un motorino, ti ha fatto il ‘culo’ al referendum costituzionale”.

Mentre Vittorio Di Battista parla sul Corriere della Sera: “Io non ce li ho più i dipendenti, siamo rimasti in tre – dice Di Battista senior – io, mia figlia Titti e la signora Carmela, che in questo momento è in ufficio. Siamo tutti soci e lavoratori e da tempo abbiamo rinunciato agli emolumenti. La nostra è solo una delle centinaia di migliaia di aziende italiane che non hanno favori”. E via Facebook consiglia di leggere il bilancio: “Chi sa e chi può”. 


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