Viterbo – Cgil, Cisl e Uil contro il mancato adeguamento delle pensioni deciso dalla manovra economica del governo. Questa mattina la protesta. Davanti alla prefettura, in piazza del Plebiscito. Tra il palazzo dei priori e via San Lorenzo dove inizia il villaggio di Natale della città dei papi.
Le sigle in piazza. Spi-Cgil, Fnp-Cgil e Uilp-Uil. “Da dieci anni gli assegni pensionistici – dicono Miranda Perinelli della Cgil, Mario Pietrella della Cisl e Franco Palumbo della Uil – si riducono sotto i colpi dell’inflazione e non vengono ricalcolati. E per l’ennesima volta i pensionati vengono utilizzati per fare cassa e far quadrare i conti. Per questo motivo ci stiamo mobilitando a livello nazionale per protestare contro le misure appena approvate”.
“I pensionati – proseguono – faranno sentire la propria voce per denunciare l’ipocrisia del Governo che con una mano sembrerebbe dare ma con l’altra certamente toglie”.
La mobilitazione, un volantinaggio di protesta, coinvolge tutte le prefetture d’Italia.
Quanto deciso dal governo Conte viene considerato dai sindacati come un passo indietro clamoroso rispetto al precedente esecutivo che aveva stabilito, a partire proprio dal primo gennaio 2019, il ritorno a un meccanismo di rivalutazione in grado di tutelare il potere d’acquisto delle pensioni.
La norma contenuta nella legge di bilancio del governo prevede infatti la revisione del sistema di indicizzazione degli assegni a partire da quelli da 1.500 euro. “Non si possono più usare le pensioni come il bancomat dei governi – hanno detto i sindacalisti -. In tre anni la manovra finanziaria sottrae 2 miliardi e mezzo dalle tasche dei pensionati, in particolare sulle pensioni medio basse”.
Cosa chiedono le organizzazioni sindacali? “Ritirare – spiegano – questa decisione sbagliata e punitiva verso una fascia di popolazione”.
Daniele Camilli




