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“Nella manovra più marchette che risposte ai cittadini”

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Viterbo - Scambio di auguri del centro studi Aldo Moro - Giuseppe Fioroni

Viterbo – Scambio di auguri del centro studi Aldo Moro – Giuseppe Fioroni

Viterbo - Scambio di auguri del centro studi Aldo Moro - Martina Minchella, Pierluigi Bianchi, Luisa Ciambella, Aldo Fabbrini e Giuseppe Fioroni

Viterbo – Scambio di auguri del centro studi Aldo Moro – Minchella, Bianchi, Ciambella, Fabbrini e Fioroni

Viterbo - Scambio di auguri del centro studi Aldo Moro - Luisa Ciambella

Viterbo – Scambio di auguri del centro studi Aldo Moro – Luisa Ciambella

Viterbo - Lo scambio di auguri del centro studi Aldo Moro

Viterbo – Lo scambio di auguri del centro studi Aldo Moro

Viterbo - Lo scambio di auguri del centro studi Aldo Moro

Viterbo – Lo scambio di auguri del centro studi Aldo Moro

Viterbo – (raff.stro.) – L’ha definito un “incontro di amici veri, che non sono uniti da legami di opportunità e di interesse. Una militanza comune, che condivide i valori che generano l’identità e condivide l’impegno a provare a lasciare il mondo meglio di come è”. Giuseppe Fioroni (Pd), nel giorno dell’antivigilia di Natale, è salito sul palco del centro culturale Valle Faul di Viterbo e ha parlato durante l’incontro organizzato dal centro studi Aldo Moro per lo scambio di auguri. Fioroni è partito da una frase dello statista, scritta nel ’44 quando era ancora professore universitario. “Il nostro auspicio è che il prossimo Natale sia festa di libertà, democrazia e solidarietà. La nostra speranza è quella di immaginare Natale come il momento in cui ogni persona è nella grotta”.

Video: Giuseppe Fioroni Pd: “Nella manovra più marchette che risposte ai cittadini”

“Nell’Italia, nell’Europa, nel mondo di oggi – esordisce Fioroni – i problemi legati alla libertà sono reali. Problemi che vanno combattuti e sui quali è necessario un lavoro quotidiano, perché la libertà va ancora costruita. Soprattuto quella del bisogno, di cui abbiamo grande necessità e grande urgenza. Ma se i nostri diritti devono essere questuati al politico o al potente di turno, vuol dire che qualcosa non quadra. E ottant’anni di Costituzione non ci possono far stare ancora a questo punto. La rabbia di chi ha votato il Movimento 5 stelle era libertà del bisogno e di potersi esprime, ma da sola la rabbia non costruisce. Siamo tornati ai potenti che si divertono a veder massacrare i focolai del mondo, nell’idea che esistano ancora gli stati e che c’è chi la storia deve scriverla e chi invece subirla”.

Fioroni continua: “Pensiamo che i forestieri siano solo gli altri, ma forestieri lo siamo anche noi. Sono tanti, infatti, i ragazzi italiani che lavorano nel mondo. Ci sono dei temi su cui dobbiamo confrontarci: in Italia non si nasce mentre dalle altre parti si raddoppia, in Italia non si lavora e si va a lavorare altrove, i lavori che abbiamo in Italia non sono appetibili per gli italiani ma per gli altri”.

Fioroni parla anche di democrazia. “Mai come oggi – dice – la nostra democrazia è fragile e più debole di quanto pensiamo. È fragile e debole perché stanno venendo meno le capacità di ascolto e di fare proprie le ragioni dell’altro. Chi fa politica con rispetto e umanesimo, invece, è consapevole del fatto che ogni singola persona è unica e irripetibile. Un danno fatto al prossimo rende tutti più poveri, perché il contributo del singolo è unico. E il mondo è fatto di contributi unici”.

L’intervento di Fioroni segue di poche ore il sì del senato alla manovra economica. “I vizi – afferma Fioroni – si trasmettono di legislatura in legislatura, e si trasmettono peggiorando e non migliorando. Matteo Renzi veniva criticato perché gli sfuggiva il piede sull’acceleratore delle promesse e degli annunci. Quest’ultima finanziaria l’hanno definita del cambiamento, e io ci ho sperato. Salvini, che è un personaggio furbo e spero intelligente, ha detto che la finanziaria ha le palle. Io, invece, pensavo che facesse star sereni i pensionati, che desse la certezza del lavoro e la tranquillità alle famiglie. Con il celodurismo non stiamo tranquilli, il celodurismo non ci serve. Ci serve una finanziaria che risolva i problemi. Invece continueremo a vederne delle belle. Con l’applicazione ci accorgeremo che molto è stato tolto, che c’è qualche piccola marchetta regalata e poche risposte”.

Tra i presenti, seduti in prima fila, Luisa Ciambella, Martina Minchella, Daniela Bizzarri, Aldo Fabbrini (presidente del centro studi Aldo Moro) e Pierluigi Bianchi. “Grazie – ha detto Ciambella – del dono che mi avete fatto nel 2018. Il dono della fiducia, ripetuta e rinnovata. La fiducia, in un momento così difficile e buio, è il regalo più grande che si possa ricevere. Grazie anche a chi, nell’ultima corsa (le elezioni amministrative, ndr), si è candidato su un progetto di sviluppo della città. Un progetto condiviso non per interesse ma perché c’è chi si è riconosciutio nei valori che contraddistinguono il nostro gruppo e il nostro impegno pubblico. Ovvero, la competenza e il servizio. Noi siamo altro rispetto agli interessi particolari e alla gestione, noi siamo rivoluzionari. Stiamo dalla parte giusta e continueremo a percorrere questa strada, che ci porta da chi ha meno, da chi è in difficoltà, da chi non ha mezzi”.

Ciambella, che pur essendo presente all’incontro ha preferito intervenire con un videomessaggio registrato in piazza San Pietro, rivolgendosi alle “persone che per la prima volta si sono aggiunte al gruppo”, ha concluso: “Se avete condiviso delle emozioni, raccontatele in giro. Raccontate che esiste un’altra possibilità, un altro modo di impegnarsi”.


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