Viterbo – Nuova astensione dei penalisti contro il progetto di riforma della disciplina della prescrizione proposto dal ministro Guardasigilli, Alfonso Bonafede.
Gli avvocati incroceranno ancora una volta le braccia per protesta lunedì 17 e martedì 18 dicembre, dopo il recente sciopero di quattro giorni dal 20 al 23 novembre.
E’ quanto deciso dalla giunta dell’Unione camere penali con delibera approvata il 30 novembre.
Per due giorni, dunque, gli avvocati si asterranno da ogni attività giudiziaria nel settore penale, ad eccezione di quelle che riguardano imputati detenuti in custodia cautelare.
“Con un emendamento approvato all’interno di un disegno di legge ‘di contenuto del tutto estraneo e diverso’ (il Ddl c.d. ‘spazzacorrotti’), viene introdotta una radicale riforma della disciplina della prescrizione, che prevede sostanzialmente l’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado”, si legge.
E ancora. “Il progetto di riforma della prescrizione ha incontrato l’opposizione unanime di tutti i principali attori della giustizia: l’accademia, l’intera avvocatura e gran parte della magistratura hanno espresso forti critiche alla riforma evidenziandone ‘i plurimi profili di irrazionalità e di incostituzionalità …, soprattutto con riferimento al diritto alla ragionevole durata dei processi sancito dall’art. 111 della Costituzione'”.
Oltre alla prescrizione le critiche dell’Unione delle camere penali italiane, cui aderisce la“Ettore Camilli Mangani” di Viterbo, riguardano anche gli interventi di riforma di altri importanti istituti processuali e sostanziali previsti dal disegno di legge in tema di lotta ai reati contro la pubblica amministrazione: la previsione di pene accessorie che sopravvivono alla sospensione condizionale, al patteggiamento e alla riabilitazione; l’uso indiscriminato di intercettazioni ambientali mediante Trojan horse, la stretta sui benefici carcerari per i condannati per reati contro la pubblica amministrazione.
I penalisti intendono, con la loro astensione, richiamare ancora una volta il parlamento “alla doverosa presa d’atto del grido di allarme” che gli ha rivolto la comunità dei giuristi, invitandolo ad “approfondire le ragioni di dissenso e di critica così autorevolmente ed univocamente espresse e facendone oggetto di analisi, riflessione e doveroso ripensamento”.
La due giorni di sciopero si chiuderà con una manifestazione nazionale in programma a Bari.
