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“Rappresentiamo la parte più vivace della vitivinicoltura viterbese”

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Mirco Luzi, sindaco di Castiglione in Teverina

Mirco Luzi, sindaco di Castiglione in Teverina

Castiglione in Teverina – Riceviamo e pubblichiamo – Ieri a Castiglione in Teverina al Muvis si è svolto un incontro organizzato da Coldiretti e Confartigianato dal titolo “La viticoltura nella Tuscia: un patrimonio da recuperare e valorizzare” in cui hanno partecipato molti imprenditori vitivinicoli della provincia di Viterbo.

Dagli interventi dei relatori è emersa una panoramica produttiva ed economica del comparto vitivinicolo mondiale, europeo, nazionale e regionale nonché gli strumenti finanziari in ambito europeo, nazionale e regionale a favore delle imprese.

L’intervento di Riccardo Cotarella si è invece incentrato sulle criticità nella Tuscia del settore vitivinicolo, ancora arretrato sia in campo imprenditoriale che sul fronte delle politiche promozionali del territorio nonostante il grande patrimonio storico e culturale della Tuscia, affermando che oggi le uniche manifestazioni presenti sono la Festa del vino dei colli del Tevere di Castiglione in Teverina e la Fiera del Vino di Montefiascone ritenuti dall’enologo più un momento per “sbevazzare” che di vera promozione territoriale.

Le critiche di Riccardo Cotarella sono più che fondate rispetto alla necessità di attuare una strategia promozionale più efficace per la Tuscia. Ma di certo, con tutto il rispetto e la stima, non mi trova d’accordo su un giudizio sprezzante della festa del vino che si svolge a Castiglione in Teverina, dove un paese intero si mobilita esclusivamente con spirito volontario nell’organizzazione di un evento che comunque registra da anni migliaia e migliaia di presenze provenienti anche dall’estero, assumendo una connotazione più culturale con la presenza del Muvis, generando al contempo in quei giorni un flusso turistico con un indotto economico locale non marginale.

E’ evidente che la festa del vino di Castiglione, così come le altre manifestazioni della Tuscia, non raggiunge quel livello ampio ed efficace di cui il territorio vitivinicolo della Tuscia necessita per fare quel salto che tutti auspichiamo, ma il giudizio del dottor Cotarella (credo dato più dallo sconforto) non può nemmeno essere così tranciante sull’evento di un paese che nell’ultimo ventennio ha rappresentato la parte più vivace e dinamica della vitivinicoltura viterbese con la nascita di nuove aziende vinicole e la realizzazione del Muvis in cui proprio la famiglia Cotarella ha realizzato un anno fa la scuola Intrecci, un progetto di livello internazionale. Sono convinto quindi che Riccardo Cotarella abbia voluto tirare in ballo le feste del vino per sottolineare con forza le mancanze di questo territorio.

E’ vero. La Tuscia ha bisogno di molto di più, a partire da un grande evento promozionale di carattere nazionale e internazionale, con cadenza almeno annuale in cui promuovere il proprio patrimonio vitivinicolo, ricco di storia (pensando agli Etruschi) e di numerose aziende che producono vini di qualità. Il vino, come la vicina Toscana ci insegna, è il volano di promozione territoriale non solo per tutto l’agroalimentare ma anche per le numerose eccellenze ambientali e culturali che la Tuscia offre generando sviluppo turistico. Saper comunicare il territorio, ormai lo sappiamo tutti, è la chiave di volta per creare sviluppo economico. Lasciare farlo soltanto alle amministrazioni locali e alle proloco e aspettarsi grandi risultati è pura utopia. Per questo ci si aspetta la partecipazione del mondo imprenditoriale unito, non diviso come spesso accade, nonchè la collaborazione di tutte le istituzioni preposte concentrando risorse e impegno nella realizzazione di un unico e grande evento per non disperdere, frazionandole, le risorse disponibili.

Castiglione in Teverina è pronto sin dal 2019 ad ospitare tale evento proprio grazie alla presenza di un location come il Muvis, il più grande museo del vino d’Europa concepito dall’amministrazione comunale per valorizzare e promuovere le produzioni enogastronomiche del territorio. E’ dotato di oltre 5mila metri quadri di superficie con sala convegni, enoteca-ristorante, centro didattico e un museo che conserva la storia e la cultura vitivinicola del nostro territorio a disposizione delle aziende. E’ una realtà, anzi è l’unica realtà che questo territorio ha visto nascere negli ultimi 30 anni da un’amministrazione pubblica nella Tuscia del vino.

Mirco Luzi
Sindaco di Castiglione in Teverina


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