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Montefiascone – E’ previsto in questa settimana l’arrivo di un side scan sonar dei vigili del fuoco.
In questo modo i pompieri proseguiranno le ricerche di Andrea Durantini, il 37enne scomparso lo scorso 10 novembre sul lungolago di Montefiascone. Da quel giorno, nonostante gli sforzi dei soccorritori, non è emersa nessuna traccia del giovane.
Per questo, dopo il rov “Pluto 95”, robot subacqueo filoguidato, dei carabinieri di Genova che è stato utilizzato ma senza esito, i vigili de fuoco tenteranno la carta del side scan sonar.
La strumentazione è usata per le ricerche in acqua ad alta profondità e dovrebbe essere portata nel lago di Bolsena mercoledì 5 dicembre dal comando provinciale di Roma.
L’apparecchiatura consiste in un sonar dalle elevate prestazioni che potrà scandagliare i fondali anche molto profondi dello specchio d’acqua.
In questi ultimi giorni, nonostante il maltempo, i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno continuato a pattugliare la striscia di lago dove è stato visto il 37enne per l’ultima volta. Ma di Andrea Durantini ancora nessuna traccia.
I vigili del fuoco, da quel 10 novembre, hanno messo in campo un numero imponente di uomini e mezzi.
Dalle squadre a terra, ai gruppi specializzati del Sapr (sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) con i loro droni, alle unità cinofile, fino ad un elicottero e i sommozzatori di Viterbo e Roma. I subacquei hanno scandagliato ogni angolo di fondale del lungolago di Montefiascone, immergendosi per giorni e giorni.
Ora, i vigili del fuoco faranno giungere da Roma un side scan sonar, per dare un ulteriore impulso alle operazioni in acqua.
Intanto nei giorni scorsi i subacquei dei carabinieri hanno sospeso le ricerche.
Anche loro sono stati impegnati nelle operazioni per trovare Andrea Duranti fin dai primi giorni dopo la scomparsa concentrando sul lungolago mezzi e uomini provenenti da tutta Italia.
Oltre ai militari della stazione e della compagnia di Montefiascone, sono entrati in azione i sommozzatori del nucleo di Roma insieme ai colleghi di Genova. Questi ultimi hanno utilizzato il rov “Pluto 95”, robot filoguidato per alte profondità.
Inoltre sono intervenuti anche i cani molecolari del reparto cinofili di Bologna. I due pastori tedeschi, di nome Ascan e Simba, hanno aiutato le ricerche.
Hanno collaborato nelle ricerche anche protezione civile, croce rossa e guardie ecozoofile.
Nonostante tutti gli sforzi, dopo quasi un mese dalla scomparsa, non è emersa nessuna traccia di Andrea Durantini.
Infatti è stato visto per l’ultima volta nella prima mattina di sabato 10 novembre di fronte all’hotel ristorante La Carrozza d’oro, mentre correva, dopo aver lasciato i suoi vestiti sul pratino e la macchina accesa.
Poi il nulla. Non si sa se il 37enne sia entrato in acqua o si sia allontano sulla terraferma.
Un mistero ancora tutto da risolvere.
Michele Mari
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