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Sfiducia bocciata, Zingaretti si salva

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Consiglio regionale - Il presidente Nicola Zingaretti

Consiglio regionale – Il presidente Nicola Zingaretti

Il consiglio regionale - Roberta Lombardi

Il consiglio regionale – Roberta Lombardi

Roma – Bocciata la mozione di sfiducia, il presidente Nicola Zingaretti si salva. Rispettati i conti della vigilia, i numeri non c’erano e il documento non passa. Votano a favore in 22, compreso il Movimento 5 stelle, contrari 26. Ed era proprio quota 26 il numero necessario.

In consiglio regionale è subito scontro, appena aperti i lavori, per l’assenza di Pasquale Ciacciarelli (FI). Dall’opposizione, Massimiliano Maselli (Noi con l’Italia) fa notare come l’esponente azzurro non sia presente per ragioni istituzionali e che la convocazione del consiglio in sua assenza sia una grave mancanza. La replica del presidente Daniele Leodori è secca: “Quando è stato convocato il consiglio – ricorda Leodori – la presidenza non sapeva di Ciacciarelli e comunque non è una missione ufficiale e non è previsto rimborso. La convocazione è valida”.

I 26 voti necessari non ci sono e da mezzogiorno ce n’è uno in meno, quello di Sergio Pirozzi. Alle 13 ha un volo per la Puglia. “Vado – spiega Pirozzi – tanto i numeri non ci sono a prescindere da me. Per sfiduciare un presidente bisogna avere i voti, sennò diventa una dimostrazione plastica d’immagine. Come una squadra di calcio che ha sempre possesso di palla e non fa mai gol”. Un paragone con una materia che conosce bene, il calcio. Alla mozione di sfiducia manca uno schema.

“Il centrodestra attacca il Movimento 5 stelle – continua Pirozzi – e quindi loro faranno altrettanto. Come si fa a pensare d’avere i numeri? Già così siamo 24”. Infatti, poco dopo Roberta Lombardi, capogruppo M5s va all’attacco del centrodestra.

“Questa mozione è politicamente ridicola – osserva Lombardi – non siamo stati minimamente interpellati, ma mezz’ora dopo avere appreso dalla stampa della presentazione, abbiamo detto sì. I nostri dieci voti ci sono. E appena lo abbiamo dichiarato, è successo il panico nel centrodestra. Finché non è arrivato l’angelo Cavallari a dichiarare che non avrebbe votato”.

L’ex leghista, ora nel gruppo misto, col suo voto contrario ha fatto mancare il numero minimo affinché potesse passare. “Noi siamo qui – continua Lombardi – votando la sfiducia, per vedere uno a uno cosa faranno gli altri. Siamo qui per sgombrare ogni alibi a questo ridicolo centrodestra. Faremo un’altra mozione se si presenterà il caso, se ci saranno motivi seri e una ragione condivisa”. Ma i pentastellati, per Orlando Tripodi (Lega) sono in aula solo dopo la chiamata di Grillo. “Sennò – ribatte Tripodi – non c’eravate, come dichiarato nei giorni scorsi”. Quindi l’annuncio: “Ripresenteremo la mozione di sfiducia”.

Tocca al capogruppo Pd Mauro Buschini difendere l’operato dell’amministrazione regionale: “Abbiamo prodotto 28 atti legislativi, di cui uno con tante norme per la semplificazione. Il tema dei vitalizi, derubricato a mero spot, consentirà un risparmio di 12,5 milioni di euro. O la sanità, dove molto è ancora da fare, ma dopo decenni si torna ad assumere medici, infermieri e operatori”.

Giuseppe Ferlicca


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