Viterbo – (sil.co.) – Senza biglietto sul bus danno degli “stronzi” e “razzisti” a due controllori. E ne mandano uno al pronto soccorso, dopo averli spintonati e buttati a terra. Parti civili le vittime.
“Si sono alzati in dieci e hanno aggredito i due controllori”, ha detto l’autista del mezzo, ricostruendo in aula l’accaduto.
E’ ripreso ieri davanti al giudice Giacomo Autizi il processo ai dieci nordafricani accusati di lesioni, oltraggio a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e rifiuto di dare le proprie generalità, per l’aggressione a due controllori saliti a Capranica su un bus del Cotral partito da Roma e diretto a Viterbo il 30 agosto 2011.
Una corsa affollata: a bordo dell’autobus in viaggio sulla Cassia proveniente dalla capitale ci sarebbero stati una quarantina di passeggeri.
– Senza biglietto sul bus danno degli “stronzi” e “razzisti” ai controllori
Scattato l’allarme presso la sala operativa del 113, il pullman, una volta giunto alle porte del capoluogo, fu scortato da due pattuglie della polizia fino a sotto la questura, dove i presunti passeggeri scalmanati furono fatti scendere, identificati e denunciati a piede libero.
Ma non ci sarebbe stata alcuna interruzione di pubblico servizio. “L’autobus, compresa la sosta forzata in questura, sarà arrivato al capolinea al massimo con dieci minuti – un quarto d’ora di ritardo”, ha spiegato l’autista che era alla guida del mezzo, sentito ieri come testimone e sollecitato dalle difese a ricostruire la dinamica dei fatti.
“E’ successo tutto mentre eravamo in movimento – ha proseguito – i controllori sono saliti a Capranica. Poco dopo ne è nata una discussione, per via dei biglietti che il gruppo non avrebbe avuto. Io intravedevo la scena dallo specchietto, senza potermi girare, in quanto stavo guidando e dovevo badare alla strada. A un certo punto uno dei controllori è stato travolto dal collega, che avrebbe ricevuto una spinta dagli africani, piombando al mio fianco sul cruscotto. Ma la corsa è proseguita lo stesso, fino a quando non abbiamo incrociato la polizia, dopo che qualcuno aveva dato l’allarme al 113, che ci ha fatto da scorta fino in questura”.
L’autista ha confermato l’aggressione ai due controllori, che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Pietro Porri. “I controllori sono saliti dalla porta davanti e loro stavano seduti sul fondo dell’autobus. Quando sono arrivati al gruppo e gli hanno chiesto i biglietti, i passeggeri di colore si sono alzati in piedi e si messi in mezzo al corridoio, cominciando a inveire contro i controllori. Gliene hanno dette di tutti i colori, li hanno presi a parolacce, poi uno dei due è stato travolto dal collega, che sarebbe stato spinto da uno degli africani, finendo addosso al cruscotto”.
Al termine della testimonianza dell’autista, ritenuta indispensabile da tutte le parti in causa per chiarire la dinamica della vicenda, il processo è stato rinviato alle ore 13 del 24 gennaio per la sentenza.
