Viterbo – Al via il processo al commerciante viterbese 35enne “tradito” da due corrieri che gli avevano appena venduto un chilo di hashish per oltre duemila euro.
La coppia, fermata dai carabinieri al casello autostradale di Orte, senza la droga ma coi soldi, ha confessato ai militari di essere venuta a Viterbo per vendere “fumo”, facendo anche il nome dell’acquirente.
Era il 14 marzo scorso. “Sono i soldi del chilo di hashish che abbiamo appena venduto a un viterbese”, avrebbero detto ai carabinieri, senza neanche tentare di inventarsi una scusa per il possesso dell’ingente somma di denaro in contanti.
Risultato, sono finiti tutti e tre in manette per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il giudice Silvia Mattei, convalidando il fermo di tutti e tre, ha disposto la liberazione dei due ventenni, in quanto incensurati, e il solo obbligo di firma per il commerciante, in attesa del processo per direttissima cominciato ieri. Nel frattempo la posizione di uno dei ventenni è stata stralciata.
I legali del commerciante e dell’altro ventenne, assistiti rispettivamente dagli avvocati Roberto Alabiso e Enrico Valentini, hanno chiesto il giudizio col rito abbreviato che, in caso di condanna, prevede lo sconto di un terzo della pena.
Protagonisti dell’inedita confessione due ragazzi in trasferta nella Tuscia dalla capitale, per effettuare la “consegna”: un chilo di hashish in cambio di 2.050 euro.
La coppia è stata fermata per un controllo mentre era in macchina nei pressi del casello autostradale di Orte. Con sé avevano gli oltre duemila euro, apparsi una somma ingente ai militari, che ne hanno chiesto giustificazione. A quel punto avrebbero immediatamente ammesso che quel denaro glielo aveva dato poco prima un uomo di Viterbo, con cui avevano appuntamento per la consegna di una partita di un chilo di hashish diviso in tavolette.
Il 35enne, ignaro di quanto caro gli sarebbe costato lo stupefacente, si è così ritrovato in casa i carabinieri.
Il giudice Mattei, accogliendo la richiesta dei difensori, ha rinviato il processo al 22 febbraio.
