Viterbo – “La privatizzazione della Talete prima o poi succederà. Ci hanno già provato l’anno scorso e ci riproveranno ancora. È ora che i cittadini partecipino alla lotta per difendere i loro diritti”.
Il comitato Non ce la beviamo annuncia una nuova iniziativa a difesa dell’acqua pubblica e contro il gestore del servizio idrico provinciale. L’appuntamento è per giovedì 13 dicembre nella sala Regia del comune di Viterbo.
Al Pizza point di via Pacinotti gli attivisti del comitato anticipano i temi dell’incontro. Presenti il consigliere comunale del M5s Massimo Erbetti, l’ex candidata sindaco Paola Celletti, il segretario di Rifondazione comunista Luigi Telli, Francesco Lombardi del Coordinamento regionale acqua pubblica e Franco Marinelli di Solidarietà cittadina. Manca Chiara Frontini, costretta a disertare per via di un contrattempo.
“La nostra assemblea – spiega Celletti – vuole sollecitare l’approvazione della proposta di legge sull’acqua pubblica presentata alla Camera da Federica Daga, del M5s. Inoltre, chiediamo che venga finalmente applicata la legge regionale 5/2014 sulla gestione delle acque, approvata a suo tempo all’unanimità ma ancora oggi tenuta nel cassetto da Zingaretti e soci. Ribadiamo ancora una volta la gestione fallimentare del servizio idrico da parte di Talete, con bollette triplicate, debiti per milioni di euro e qualità dell’acqua gravemente compromessa dalla presenza di arsenico”.
Erbetti fa sapere che all’incontro sarà presente la portavoce del M5s in regione Lazio, Silvia Blasi. “Abbiamo invitato a partecipare tutti i sindaci del territorio – aggiunge – sia quelli che ancora resistono all’ingresso in Talete, sia quelli che già ci sono e vorrebbero cercare di migliorare la situazione. Non è solo una questione di prezzi in bolletta, ma di diritti: l’acqua non va privatizzata, l’abbiamo deciso noi cittadini con un referendum nel 2011”.
“Il problema è di natura regionale – precisa Francesco Lombardi – perché anche nelle altre province stanno vivendo situazioni simili, se non peggiori, a quella di Viterbo. Alcuni comuni che gestiscono in autonomia la rete idrica sono riusciti addirittura a generare forme di risparmio, mentre Talete ha fatto l’esatto contrario. I suoi bilanci sono palesemente falsi: se è vero che chiude gli esercizi in attivo, perché non paga i debiti ai comuni e ai fornitori?”.
Gli esponenti del comitato lanciano l’allarme di un’imminente “privatizzazione del servizio idrico provinciale, in barba al referendum” e si schierano a sostegno dei sindaci dei comuni resistenti all’ingresso in Talete, che hanno presentato una richiesta di moratoria alla regione Lazio per evitare il commissariamento della rete idrica.
“Dalla regione ancora non è arrivato nessun atto formale che faccia capire la posizione dell’ente in merito alla moratoria – dice Erbetti -. Adesso hanno preso tempo per valutare il disegno di legge Daga, ma siamo sempre nell’ambito delle rassicurazioni a parole, di concreto non c’è niente. Da un momento all’altro potrebbe succedere qualsiasi cosa”.
“Quella dell’acqua è una delle sfide future dell’umanità – conclude Celletti -. È ora che i cittadini, e non solo le istituzioni, partecipino in massa per difendere i loro diritti”.



