Orte – “Il viadotto autostradale sul Tevere sarebbe la vera soluzione a tutti i nostri problemi”. Il sindaco di Orte, Angelo Giuliani, non si accontenta dell’alta velocità e lancia un’altra battaglia infrastrutturale.
Giuliani, che a dicembre 2018 arriva esattamente a metà del suo mandato, si definisce “nel pieno del progetto” e promette che “il lavoro svolto finora darà frutti nei prossimi due anni”.
Sindaco, prima di tutto togliamoci il dente. Le opposizioni vi accusano di essere una lista di destra mascherata come civica. Possiamo chiarire?
“Il nostro gruppo è civico a tutti gli effetti, perché abbiamo diverse componenti che provengono dalla società civile. La sensibilità politica dei singoli elementi, che in prevalenza è di centro-destra, è un altro discorso”.
Le dà fastidio essere associato a un’area politica?
“No, il fatto è che non ne capisco il motivo. Noi siamo stati eletti perché il nostro programma è piaciuto ai cittadini. E il programma parlava di come amministrare il paese, non di destra o di sinistra. Certe accuse, in una realtà come Orte, denotano una chiara mancanza d’argomenti”.
Le minoranze dicono che loro non hanno argomenti perché voi non state facendo nulla.
“È una scusa banale per celare la loro incapacità. La realtà è che con noi Orte sta brillando di una luce diversa: prima eravamo un paese di serie B, adesso siamo un centro cruciale della Tuscia e non solo. Siamo diventati attrattivi per le grandi realtà economiche e i comuni del circondario. Abbiamo completato opere importanti, come la riqualificazione di Petignano e del centro H, e tante altre ne faremo”.
Il suo atteggiamento è cambiato nel tempo: adesso sembra molto più brusco, a volte anche aggressivo, con gli avversari politici. È la verità?
“Dipende. In consiglio comunale abbiamo un’opposizione che sbraita in maniera isterica per qualsiasi cosa, nonostante io all’inizio avessi teso la mano per una collaborazione. E se loro urlano, noi non possiamo stare sempre zitti. Fuori dal consiglio, invece, abbiamo confronti molto più costruttivi con la Lega e col Movimento 5 stelle”.
Secondo lei gli ortani stanno apprezzando la vostra azione?
“Le aspettative e le esigenze della gente sono altissime e sempre più difficili da soddisfare, soprattutto in un periodo come questo. Però il grande malcontento popolare di cui parla l’opposizione non lo vedo. A meno che non si vadano a sentire i soliti urlatori a caccia di visibilità”.
Se l’immaginava così difficile fare il sindaco?
“Onestamente no. Quando ci siamo insediati, abbiamo incontrato diversi ostacoli che ci hanno rallentato: leggi di bilancio, debiti pregressi, carenze di personale. Tutte cose che non possono essere risolte dalla sera alla mattina. Ma credo che abbiamo comunque ottenuto risultati importanti, soprattutto nell’ottica dei prossimi due anni”.
Quali saranno gli interventi futuri?
“Pavimentazione del centro storico, rifacimento del cinema Alberini e dei marciapiedi a Orte Scalo, ristrutturazione dello stadio e modifica del piano regolatore per attirare grandi investitori nella zona artigianale”.
Secondo gli ultimi dati dell’Ispra, Orte è tra i comuni peggiori in assoluto nella raccolta differenziata, con appena il 4,9%. Com’è possibile un simile disastro?
“Sinceramente questi dati hanno sorpreso anche me. Le informazioni in nostro possesso ci dicono che abbiamo una percentuale di differenziata di circa il 40%. Un risultato molto negativo, tant’è vero che abbiamo cambiato la società che si occupa del servizio, ma non paragonabile ai numeri dell’Ispra. Ora farò delle verifiche per capire cos’è successo”.
Cosa prevede il contratto con la nuova società?
“L’obiettivo è raggiungere il 70% di differenziata, grazie a un sistema di raccolta completamente nuovo. Purtroppo c’è da dire che Orte è un territorio di passaggio: tanti cittadini, soprattutto stranieri, si trasferiscono qui per brevi periodi e poi se ne rivanno. Bisogna continuamente fare campagne informative, superare le barriere linguistiche e verificare il rispetto delle regole. Fare risultati qui è molto più difficile che altrove”.
Capitolo alta velocità. Se davvero dovesse arrivare, saranno indispensabili nuove infrastrutture per migliorare la viabilità cittadina. A cosa avete pensato?
“Stiamo già lavorando per ammodernare il parcheggio di Molegnano, ma la soluzione definitiva ai problemi di traffico sarebbe l’attraversamento autostradale del Tevere, che colleghi il casello alla stazione”.
Un’opera colossale. Ha fatto una stima di quanto costerebbe?
“Chiaramente sono cifre insostenibili per un’amministrazione comunale, ma per una finanza regionale o statale il discorso è ben diverso. Ripeto: quella sarebbe la soluzione a tutti i problemi, perché le macchine arriverebbero all’autostrada e alla superstrada in poche centinaia di metri, senza dover passare nel centro abitato”.
Ha in mente di mobilitare di nuovo gli amministratori dei paesi vicini per questa battaglia?
“Certo. Per fare un’opera del genere servirà la spinta di tutti: comuni vicini, comitati pendolari e altri portatori d’interesse. Compreso l’Interporto, a cui il viadotto sul fiume darebbe un impulso importantissimo”.

