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17 gennaio 1944, la città bombardata

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Viterbo bombardata

Viterbo bombardata

La chiesa di san Francesco dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale

La chiesa di san Francesco dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale

Viterbo – 17 gennaio 1944, Viterbo è una città bombardata.

75 anni fa la popolazione e l’intero abitato vissero, loro malgrado, una delle più cruenti incursioni aeree alleate della seconda guerra mondiale.

Alle 13,16 di quel lontano 17 gennaio entrarono in azione, sopra i cieli di Viterbo, 24 bombardieri medi B 26 Marauder statunitensi.

Le sirene dell’allarme aereo risuonarono in tutta la città per avvertire la popolazione del grave pericolo imminente.

I bombardieri americani, appartenenti al 319esimo gruppo, avevano l’obiettivo di colpire lo scalo ferroviario.

Da una quota, tra i diecimila e gli undicimila piedi, vennero sganciate su Viterbo 142 bombe da cinquecento libbre, sedici delle quali spolettate per esplodere con un ritardo tra le quattro e le otto ore. Diversi ordigni vennero visti, da parte degli equipaggi alleati, cadere nelle zone centrali e meridionali dello scalo ferroviario. Sei velivoli della formazione vennero danneggiati dalla contraerea tedesca.

L’azione colpì però gran parte del centro abitato. Si contarono decine di morti, dispersi e feriti tra la popolazione civile.

A essere bombardate le stazioni ferroviarie di Porta Fiorentina e Roma Nord, la basilica di San Francesco e moltissime case del centro.

A causa dello scoppio degli ordigni anche la centrale di comando delle sirene fu danneggiata e la città rimase senza allarme aereo per ben sei giorni.

Dai documenti analizzati dell’archivio di stato si contarono 57 morti, 11 dispersi e 91 feriti.

Fu una delle più cruenti e sanguinose incursioni aeree alleate della seconda guerra mondiale contro la città di Viterbo.

Precedentemente il 29 luglio 1943 era stato colpito in maniera pesante l’aeroporto dagli americani mentre il 15 e 16 agosto 1943 dagli inglesi con quarantaquattro e trentadue bombardieri Wellington. Seguirono due mitragliamenti della città: quello del 21 dicembre in via sant’Agostino e via Cacciamele con uno spezzone di bomba che cadde vicino porta Fiorentina, e quello del 12 gennaio 1944.
Riguardo quest’ultima azione il commissario prefettizio di Viterbo il 13 gennaio scrisse al capo della provincia per informarlo dell’avvenuta incursione alleata.

“Comunico che alle 14,40 aerei nemici – scriveva il commissario prefettizio – hanno sorvolato la città effettuando azione di mitragliamento nei pressi di porta Romana e in prossimità del passaggio a livello di Porta Fiorentina. Nessun danno materiale, tre civili feriti leggermente, detti civili non sono stati colpiti da proiettili ma sono rimasti feriti per gettarsi a terra presi dal panico”.

Successivamente si contarono decine e decine di bombardamenti che distrussero buona parte di Viterbo. Poi il passaggio del fronte, avvenuto nei primi giorni di giugno 1944, aumentò in maniera ancor più vistosa queste indelebili ferite alla città.

In quel lontano 17 gennaio 1944 la forza aerea da bombardamento tattico americana effettuò in tutta Italia 543 sortite tra cui 52 B 26 del 320esimo e del 17esimo gruppo da bombardamento colpirono il ponte ferroviario di Orte, centrando la struttura e la rampa d’accesso meridionale, mentre i cacciabombardieri attaccarono diverse stazioni ferroviarie, tra le quali quella di Tarquinia.

Michele Mari


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