Viterbo – (g.f.) – “Il sindaco non deve chiarire niente”. Mafia viterbese, dopo il clamore per l’operazione che ha portato a 13 arresti e le intercettazioni in cui si tira in ballo anche Giovanni Arena, il sindaco interviene in consiglio comunale.
In mezzo all’approvazione del piano del commercio, cita il discorso del capo della procura per l’apertura dell’anno giudiziario: “Le organizzazioni mafiose a Viterbo non ci sono.
La minoranza ci aveva provato a farlo parlare a inizio seduta, ma il regolamento prevede che il dibattito si possa fare solo dopo, essendoci un punto aperto e in discussione.
Così si procede, fino a quando non prende la parola Francesco Serra (Viterbo Bene Comune): “O il sindaco interviene su un argomento che noi riteniamo importante o noi abbandoniamo i lavori”. Dalla maggioranza c’è già chi saluta con la mano i colleghi. Ma il primo cittadino preferisce intervenire e chiudere una vicenda che ha visto opposizione e maggioranza scontrarsi duramente a inizio consiglio.
“Il sindaco – osserva Arena – non deve chiarire niente, perché come carica sarò nominato cento volte al giorno, in cento bar diversi della città”.
Nelle intercettazioni, si parla di Arena come non affidabile, una persona che promette e non mantiene. “A me arrivano voci – continua Arena – secondo cui avrei promesso posti di lavoro, scuole da costruire. Tutto inventato.
Ho letto come voi i giornali e ho visto, il boss… come si chiama, che ha fatto il mio nome. Quando nemmeno ero sindaco e neppure consigliere comunale e che avrei promesso non so cosa”. Chiacchiericcio per il sindaco, non quanto riportato, ma le parole stesse. “Do merito alle forze dell’ordine, al colonnello Palma, alla Dda d’avere dato una risposta forte e incisiva, mentre si stava organizzando un fenomeno mafioso”.
Quindi precisa: “Voglio ripetere le parole del capo della procura di Viterbo all’inizio dell’anno giudiziario.
A Viterbo non esistono organizzazioni mafiose – osserva Arena – scriviamolo in maniera chiara. Non ci sono famiglie mafiose, ma solo piccoli delinquentelli che si fanno grandi adoperando metodi mafiosi. Quindi la città può stare tranquilla, purtroppo è la delinquenza con cui dobbiamo convivere, ma le forze dell’ordine tengono tutto sotto controllo”.
L’opposizione è soddisfatta. Questo voleva sentisi dire. “Mi scuso – continua Arena – se sono dovuto intervenire, su pressione forte, anche se fatta in modo giusto. Avrei parlato dopo, volendo rispettare il regolamento consigliare”.
Sull’operazione portata a termine dalle forze dell’ordine: “È stata una sorpresa. Anche il bar in cui è stato arrestato il titolare. Lo frequentavamo. Il barista era un simpaticone, spiritoso. Chi poteva immaginare che potesse essere coinvolto in questa cosa? Mi affianco a tutto il consiglio nell’esprimere una forte condanna”.
Le iniziative da intraprendere: “Ci sarà il consiglio straordinario, mi è stato di chiesto di farmi promotore, nulla in contrario, valutiamole insieme”.
L’intervento di Arena mette fino al duro scontro fra i banchi del consiglio, con l’opposizione che chiedeva un intervento immediato da parte del primo cittadino. In modo duro, da parte di Giacomo Barelli (Viva Viterbo) che si è visto dire no, per discuterne poi.
Stessa sorte di Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020) e non è andata bene nemmeno ad Alvaro Ricci (Pd). I toni più pacati dell’esponente Dem sono stati apprezzati dal centrodestra, ma stesso risultato. Fino a quando Francesco Serra non ha minacciato d’abbandonare i lavori. Lui e tutta l’opposizione.
