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Viterbo – “Abbiamo assoluto bisogno di infrastrutture perché Viterbo è isolata”. Giancarlo Turchetti insiste sulla necessità di vie di collegamento efficienti per il capoluogo. Un aspetto fondamentale e a cui, per il segretario della Uil, non viene dato il giusto peso. Per il 2019 sarà necessario quindi avviare un tavolo in Regione per lo sviluppo dell’occupazione e delle potenzialità del territorio.
Come è andato economicamente l’anno per il nostro territorio?
“Le risultanze parlano chiaro – dice Turchetti – il nostro territorio non ha un grande sviluppo, non è stata più finanziata la cassa integrazione e sono anche diminuite le aziende attive coi relativi licenziamenti. Le imprese aprono e chiudono continuamente e di fatto Viterbo, da quando c’è stata la crisi, che pur ha subìto in ritardo, non ha avuto alcuna ripresa”.
Quali sono le situazioni più critiche che si sono verificate in questo anno?
“Sono state tante, a partire dall’Alta di Bagnoregio che ha chiuso, poi i licenziamenti della Unopiù e la vicenda della Smavit. Aziende che, una volta, erano forti sul mercato, e che ora soffrono di una crisi che continua a perdurare. Anche nel commercio abbiamo delle difficoltà con Unicoop che non è messa benissimo e si stanno attivando delle procedure. Tutto ciò ha ripercussioni negative sul tessuto economico e occupazionale del territorio”.
Come mai non si riesce ad agganciare la ripresa, cosa manca, quali misure bisognerebbe adottare e quale atteggiamento assumere?
“Abbiamo assoluto bisogno di infrastrutture perché Viterbo è isolata. Lo ripeto da tantissimi anni ma la situazione non cambia. Se non facciamo i collegamenti con Roma e con l’entroterra non ne usciremo mai. Ci sono tre linee ferroviarie che girano e nessuna funziona, perché per raggiungere la Capitale, che sono 70 km, ci si mettono due ore. La Trasversale è iniziata 40 anni fa e probabilmente non ne vedremo mai la fine, perché se il Tar dà ragione agli ambientalisti quel tracciato è finito. Potremmo prendere i benefici del porto di Civitavecchia, che è quello più grande del Mediterraneo, sia dal punto di vista turistico che delle merci che attualmente fanno 30mila container all’anno, mentre se ne potrebbero fare 150mila. Questo però non succede, perché non c’è quel collegamento tra i due mari che è dato appunto dalla Trasversale e che se invece avessimo, porterebbe anche allo sviluppo dell’Interporto di Orte che ha una linea ferroviaria diretta con Mestre e in poco le i prodotti raggiungerebbero l’Adriatico. Senza pensare poi ai benefici per il turismo”.
Si spieghi.
“Nell’entroterra, ci sono poche città che hanno tutte le bellezze di Viterbo, ma i turisti che scendono a Civitavecchia non vengono nel capoluogo, perché non ci sono strade di collegamento. Le crociere prevedono dei tempi per le soste nei porti e quindi o si va Roma oppure chi l’ha già vista resta sulla nave. Capisco la posizione degli ambientalisti e sono d’accordo sulla salvaguardia dell’ambiente, ma non si può pregiudicare lo sviluppo e l’occupazione di un territorio per un’infrastruttura così importante che non si riesce a portare a termine. Una soluzione va trovata”.
I sindacati non sono stati nemmeno invitati all’inaugurazione del tratto da poco aperto.
“Non me la sono presa per l’invito, ma per il rispetto che ci deve sempre essere. Nel senso che non si può non rispettare chi ha lottato per ottenere quel finanziamento, messo dall’allora giunta regionale Marrazzo e poi fatto sparire da quella Polverini. Abbiamo fatto manifestazioni e incontri per poterlo riavere e alla fine ce l’abbiamo fatta. Laddove le organizzazioni sindacali fanno una lotta per il territorio credo se ne debba tenerne conto. Non è giusto che non vengano considerati. Il problema dunque è nel rispetto dei ruoli che ognuno ha e non mi sembra che la Ragione Lazio lo abbia avuto”.
Come è andata l’attività sindacale e sul territorio come si è vista la vostra presenza?
“Abbiamo fatto una riorganizzazione delle strutture, unificando al congresso Viterbo e Civitavecchia per cui sono segretario per entrambi i territori. Ed è anche questo il motivo per cui conosco bene i benefici derivanti dal porto. Una regionalizzazione che vede più risorse per il territorio e un contatto maggiore coi cittadini, gli iscritti e i lavoratori. Stiamo cercando di coprire tutta l’area, aprendo anche nuove sedi per stare vicino alla gente che ha bisogno”.
Quali saranno le battaglie da portare avanti nel nuovo anno e le priorità.
“Sicuramente lo sblocco di queste infrastrutture necessarie. Non possiamo dimenticare il fatto che Viterbo abbia estremamente bisogno di collegamenti, perché se la releghiamo all’isolamento noi saremo sicuramente perdenti e non si troverà lavoro nemmeno a pagarlo oro, perché le aziende non vengono a investire su un territorio isolato. Poi bisognerà puntare sul termalismo visto che il capoluogo ha un’enorme quantità di acqua sulfurea. Abbiamo lo stabilimento delle terme ex Terme Inps che faceva cure per tutta la regione ed è chiuso da decenni. Penso invece che potremmo davvero diventare la città termale del Lazio con tutti i vantaggi che porterebbe al turismo”.
E’ fiducioso per il 2019?
“Sono convinto che sia necessario un tavolo in Regione per lo sviluppo dell’occupazione e delle potenzialità del territorio che ha subìto una tremenda crisi e che è isolato. Ottenere attraverso la cabina di regia della Regione i finanziamenti per le opere e le vie di collegamento che devono essere fatte e di cui questa città ha estremamente bisogno”.
Paola Pierdomenico

