Viterbo – (raff.stro.) – Quasi 185mila. Sono le prestazioni del Serd di Viterbo, il servizio della Asl che si occupa dell’assistenza alle dipendenze patologiche.
Il dipartimento di epidemiologia regionale ha pubblicato la relazione sul lavoro svolto dai Serd del Lazio nel 2017. Quello dell’azienda sanitaria di Viterbo (che comprende i Serd del capoluogo, di Civita Castellana, di Tarquinia e di Montefiascone), nell’anno che si è appena concluso, ha erogato 184mila 782 prestazioni. 161mila 755 riguardano le sostanze stupefacenti, 16mila 421 l’alcool e 569 il gioco d’azzardo.
Si sono rivolti ai servizi per le dipendenze patologiche della provincia in 1312, e in media hanno erogato 141 prestazioni a persona. In soli dodici mesi. La maggior parte di questi (861) si sono rivolti al Serd perché abusano di sostanze stupefacenti. Seguono quelli dipendenti dall’alcool (301) e dal gioco d’azzardo (58).
Nel 2017 il Serd che ha erogato più prestazioni è stato, ovviamente, quello di Viterbo: 113mila 805. Il servizio di via Mariano Romiti ha erogato 97mila 193 prestazioni per sostanze stupefacenti, 11mila 73 per l’alcool e 332 per il gioco d’azzardo. Seguono i Serd di Civita Castellana (53mila 141 prestazioni), di Tarquinia (11mila 589) e di Montefiascone (6mila 247).
A questi numeri vanno aggiunti quelli del Ceis San Crispino, l’associazione ultra trentennale promossa dalla diocesi di Viterbo. Lo scorso anno il centro della Palanzana ha erogato, per 57 persone, 733 prestazioni (648 per le sostanze stupefacenti e 463 per l’alcool). Mentre quello alla Quercia ha erogato, per 62 persone, 709 prestazioni (601 per le sostanze stupefacenti e 192 per l’alcool).
Dipendenza da droghe, il paziente tipo in cura nei Serd del Lazio: maschio italiano di 41 anni, celibe e convivente ancora con mamma e papà, occupato e con la terza media.
Stando alla relazione del dipartimento di epidemiologia regionale, delle 12mila 977 persone in carico nel 2017 ai Serd del Lazio per uso di droghe, 11mila 187 sono di sesso maschile. Sei volte di più rispetto alle donne: 1790. L’età media, tra maschi e femmine, è di 40 anni. Ma a preoccupare sono anche le fasce tra i 30 e i 39 anni (3423 pazienti), tra i 50 e i 59 anni (2581) e tra i 20 e i 29 (1907). Il 94,1% dei pazienti sono italiani. Il 60,3% è single (i coniugati sono il 25,8%, mentre i separati l’8,8%). Come titolo di studio il 56,50% ha la licenza media, il 27,70% il diploma di scuola superiore e il 7,90% la quinta elementare. Il 36,3% è occupato, il 25,8% disoccupato e il 20,3% lavora saltuariamente. Il 48,3% vive ancora con la famiglia d’origine, il 30,7% con partner e\o figli e il 15,5% da solo. I senza fissa dimora sono il 2,9%.
In media il primo uso di droghe viene fatto a 20 anni. Ma il 27,6% dei pazienti in cura nei Serd del Lazio ha dichiarato nel 2016 di aver fatto uso di stupefacenti per la prima volta tra il 14 e i 17 anni. Il 25,2% tra i 20 e i 24, e il 17,2% tra i 18 e i 19. Il 3,9% invece addirittura prima dei 14. Il tossicodipendente ha in media 22 anni. Ma a livello regionale il 17,20% rientra nella fascia tra i 14 e i 17 anni, e il 15% in quella tra i 18 e i 19. L’1,90% ha meno di 14 anni. Il 54,3% ha una dipendenza da oppioidi, il 7,9% da cocaina e l’1,8% da cannabinoidi (dati 2017). In media ai Serd del Lazio ci si rivolge solo a 30 anni. I più “sfuggenti” sono i cocainomani: il tempo di latenza tra l’età media del primo uso e il primo trattamento supera i 12 anni.
Dipendenza da alcool, il paziente tipo in cura nei Serd del Lazio: maschio italiano di 47 anni, celibe, occupato e con la terza media.
Stando alla relazione del dipartimento di epidemiologia regionale, delle 2mila 847 persone in carico nel 2017 ai Serd del Lazio per uso di alcool, 2mila 171 sono di sesso maschile. Tre volte di più rispetto alle donne: 676. L’età media, tra maschi e femmine, è di 47 anni. Ma a preoccupare sono anche le fasce tra i 50 e i 59 anni (768 pazienti) e tra i 30 e i 39 anni (506), mentre gli over 60 sono 381. Il 91,7% dei pazienti sono italiani. Il 37,1% è single (i coniugati sono il 36,4%, mentre i separati il 18,6%). Come titolo di studio il 48,3% ha la licenza media, il 32,8% il diploma di scuola superiore e l’8,1% la quinta elementare. Il 35% è occupato, il 27,1% disoccupato, il 15,8% è in una condizione non professionale (casalinghe e studenti, ad esempio) e il 14,2% lavora saltuariamente. Il 40,7% vive con partner e\o figli, il 28,6% con la famiglia d’origine e il 20,7% da solo. I senza fissa dimora sono il 3,7%.
In media il primo abuso di alcool viene fatto a 22 anni. Ma il 25,5% dei pazienti in cura nei Serd del Lazio ha dichiarato nel 2017 di aver fatto uso di alcool per la prima volta tra il 14 e i 17 anni. Il 19,5% tra i 20 e i 24, e il 13,3% tra i 18 e i 19. Il 4,8% invece addirittura prima dei 14. Chi è alcool dipendente ha in media 29 anni. Ma a livello regionale il 18,1% ha meno di 20 anni, il 17,4% rientra nella fascia tra i 20 e i 24, il 13,4% in quella tra i 30 e i 34, il 12,4% tra i 25 e i 29 e il 10% ha più di 45 anni. Il 32,7% fa abuso di alcolici generici, il 28,5% di vini, il 18,1% di birra e l’8,5% di superalcolici. Il 48,2% beve più di una volta al giorno: il 14,3% consuma dai tre ai sette bicchieri nelle 24 ore, il 12,6% dagli otto ai dodici e il 5% dai tredici ai sedici.
Nell’anno che si è appena concluso, sono aumentati gli under 20 dipendenti dall’alcool in cura nei Serd del Lazio. I nuovi pazienti che hanno meno di 20 anni hanno superato il numero di quelli, sempre under 20, che erano già in carico o sono rientrati in uno dei servizi per le dipendenze patologiche della regione.
Dipendenza da gioco d’azzardo, il paziente tipo in cura nei Serd del Lazio: maschio italiano di 48 anni, coniugato e con figli, occupato e con diploma di scuola superiore.
Stando alla relazione del dipartimento di epidemiologia regionale, delle 620 persone in carico nel 2017 ai Serd del Lazio per dipendenza dal gioco d’azzardo, 491 sono di sesso maschile. Quattro volte di più rispetto alle donne: 129. L’età media, tra maschi e femmine, è di 48 anni. Ma a preoccupare sono anche gli over 65: 94 pazienti. Il 44% è coniugato (i single sono il 32,3%, mentre i separati il 13,2%). Come titolo di studio il 43,70% ha il diploma di scuola superiore e il 40,50% la licenza media. Il 50,3% è occupato e il 23,5% è in una condizione non professionale (casalinghe e studenti, ad esempio). Il 50,20% vive con partner e\o figli, il 26,60% con la famiglia d’origine e il 14,80% da solo. I senza fissa dimora sono l’1,5%.
In media la dipendenza da gioco d’azzardo inizia a 32 anni, e chi è dipendente ha circa 36 anni. Il 30,8% azzarda nelle sale giochi, il 21,1% alle new slot, il 14,4% alle lotterie e l’8,2% alle scommesse. L’88,9% in maniera legale, l’1% in maniera illegale. Il 40,8% gioca d’azzardo due o più volte alla settimana, il 19% una volta al giorno, il 16,9% due o più volte nell’arco delle 24 ore e l’11,4% più di una volta alla settimana. Il 7,6% punta al massimo tra i 10 e i 100 euro, il 6,8% tra i 100 e i mille e il 4,2% più di mille euro al giorno.
Nell’anno che si è appena concluso, sono aumentati i giocatori d’azzardo in cura nei Serd del Lazio che rientrano nelle fasce d’età tra i 20 e i 24 anni, i 25 e i 29 e i 45 e i 49. I nuovi pazienti che rientrano in queste fasce hanno superato il numero di quelli, sempre in queste tre fasce, che erano già in carico o sono rientrati in uno dei servizi per le dipendenze patologiche della regione.


