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Alta tensione in Venezuela, divieto d’espatrio per Juan Guaidó

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Juan Guaidó

Juan Guaidó

Caracas – Sale la tensione in Venezuela. Dopo che la scorsa settimana il presidente dell’assemblea nazionale di Caracas, Juan Guaidó, si è autoproclamato presidente ad interim della repubblica, il procuratore generale del Venezuela, Tarek William Saab, ha chiesto oggi alla corte suprema del paese di aprire un’indagine preliminare su di lui. La richiesta contiene anche misure restrittive tra cui il divieto di lasciare il paese.

La richiesta del procuratore generale avviene in seguito a un’indagine preliminare realizzata dal pubblico ministero sui disordini avvenuti in Venezuela negli ultimi giorni. 

Secondo l’Ansa, il procuratore generale del Venezuela ha spiegato che l’indagine della magistratura ha individuato in Guaidó il leader delle proteste che “hanno comportato gravi danni alle famiglie venezuelane”. Fra le altre disposizioni di “restrizione cautelare” chieste dal procuratore per il leader dell’opposizione, vi sono anche la proibizione per lui di alienare beni e il congelamento dei suoi conti.
 
“Non è che sottovaluto la possibilità di finire in prigione – ha detto Juan Guaidò – ma disgraziatamente non c’è nulla di nuovo sotto il sole: il regime non dà risposte ai venezuelani, l’unica risposta è la repressione e la persecuzione”. Così ha reagito il presidente del parlamento venezuelano  alla notizia che il procuratore generale ha chiesto che si dispongano misure restrittive contro di lui. 

Parlando con la stampa davanti alla sede dell’Assemblea Nazionale, Guaidò ha spiegato: “Non si tratta né di una nuova minaccia contro di me, né di una nuova minaccia contro questo Parlamento. Noi rimaniamo qui, nella sede della sovranità popolare, cercando di dare risposte alle aspettative della gente”.

 


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