Bologna – (m.m.) – Ventotto anni fa la strage del Pilastro a Bologna, vennero uccisi tre giovani carabinieri.
Era il 4 gennaio 1991 quando i militari Otello Stefanini, Andrea Moneta e Mauro Mitilini vennero uccisi dai killer della banda della Uno bianca.
L’eccidio avvenne nel quartiere Pilastro di Bologna intorno alle 22, quando i banditi della Uno bianca, si scoprirà soltanto nel 1994 essere i tre fratelli Savi (Roberto, Alberto e Fabio), aprirono il fuoco contro la pattuglia. Due di loro erano addirittura dei poliziotti.
Per i tre carabinieri non ci fu scampo. Vennero crivellati da colpi micidiali sparati da fucili d’assalto di tipo militare come il Beretta Ar 70.
I killer della banda, a bordo per l’appunto di una Uno bianca rubata, erano lì per impossessarsi di auto da utilizzare per delle rapine a distributori di benzina o uffici postali. Quando si videro sorpassare dalla pattuglia aprirono il fuoco per la paura di essere fermati, controllati o identificati.
I tre giovani militari vennero finiti con un colpo di grazia alla testa. La Fiat Uno bianca venne poi abbandonata e incendiata dai tre fratelli Savi.
Soltanto tre anni dopo, a seguito di minuziose indagini, vennero assicurati alla giustizia i membri della banda, che risultarono essere cinque poliziotti in servizio e un civile.
Questa banda, una delle più sanguinarie della storia d’Italia, fu protagonista di 103 azioni criminali dal 1987 al 1994, tra rapine, omicidi e sparatorie con 24 morti e oltre cento feriti. Il gruppo agì tra l’Emilia Romagna e le Marche.
Questa mattina Bologna ha ricordato l’anniversario della strage con la celebrazione di una messa e la deposizione di una corona d’allora al monumento alla memoria in via Casini.
