- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Lancia un topo morto e dà dei mafiosi a sindaco e assessore, a giudizio per oltraggio

Condividi la notizia:

Alessandro Romoli

Alessandro Romoli

Bassano in Teverina – (sil.co.) – Tira fuori da una busta un topo morto e lo lancia verso sindaco e assessore dando loro dei mafiosi, a giudizio per oltraggio.

In aula come testimoni le presunte vittime, ovvero il sindaco Alessandro Romoli e l’assessore Stefano Abati del comune di Bassano in Teverina.

Davanti al giudice Silvia Mattei un uomo del posto, noto in paese e alle cronache giudiziarie per il suo spirito polemico nei confronti della pubblica amministrazione.

L’imputato è accusato del reato previsto dall’articolo 342 del codice penale: oltraggio a un corpo politico, amministrativo o giudiziario.

“Chiunque offende l’onore o il prestigio di un corpo politico, amministrativo o giudiziario, o di una rappresentanza di esso, o di una pubblica autorità costituita in collegio, al cospetto del corpo, della rappresentanza o del collegio – dice la norma – è punito con la multa da mille a cinquemila euro. La stessa pena si applica a chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica, o con scritto o disegno, diretti al corpo, alla rappresentanza o al collegio, a causa delle sue funzioni. La pena è della multa da duemila a seimila euro se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato”.

L’episodio della busta col topo risale al 31 marzo 2016.

“Stavamo camminando verso il borgo per una verifica a un immobile fatiscente – hanno spiegato Romoli e Abati in aula – quando lui è uscito di casa con una busta di plastica in mano, dalla quale ha tirato fuori un topo morto”.

“Questo ve lo faccio mangiare”, avrebbe inveito contro sindaco e assessore. “Siete la peggio feccia, truccate gli appalti, mafiosi”, avrebbe proseguito. 

La difesa ha espresso dubbi sulla capacità di intendere e di volere dell’imputato, a carico del quale ci sono altri procedimenti per reati contro la pubblica amministrazione.

Il giudice ha invitato il legale a produrre eventuali certificati medici o altra documentazione idoena, rinviando il processo al 19 giugno per sentire la versione dell’imputato e la sentenza. 


Condividi la notizia: