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“Chiamo il pronto soccorso e mi dicono di sentire i carabinieri”

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Viterbo - Franca Sassara

Viterbo – Franca Sassara

Viterbo - Il campo delle rose

Viterbo – Il campo delle rose

Viterbo – (g.f.) – “Se chiamo il pronto soccorso mi dicono di sentire prima i carabinieri”. Franca Sassara è madre di un ragazzo con disabilità psichica grave. Sta lottando per aprire la struttura d’accoglienza Il campo delle rose, destinata a persone come suo figlio, che oggi ha 28 anni.

Per dargli l’assistenza di cui necessita è stata costretta a portarlo in un istituto di Arezzo. Da anni si batte per lei e altre famiglie nella sua stessa situazione.

La struttura è a buon punto. Si sono accesi attenzione e interesse verso l’opera, con raccolta fondi e donazioni per arrivare al completamento. Anche la Befana Tricolore ha scelto di devolvere parte di quanto incassato al progetto e proprio presentando l’iniziativa, Sassara ha raccontato le difficoltà che quotidianamente persone nella sua situazione devono affrontare.

“Oggi ci sentiamo aiutati, accettati e bene accolti – spiega Sassara – ma non sempre è stato così. L’assistenza ai malati gravi manca, ci siamo sentiti rifiutati dal territorio”. Segregati.

“Per dodici anni – continua Sassara – non sono mai uscita di casa. I disabili gravi sono pazienti di tipo sanitario, ma questo status non è riconosciuto. Se chiamo il pronto soccorso per avere assistenza, mi dicono prima di chiamare i carabinieri. Ma se io ho bisogno di cure mediche, chiamo i carabinieri?”.

Tutto nasce dalla difficoltà nel gestire pazienti con complessità. Non una ragione buona per non ricevere le cure di cui hanno bisogno.

“Un percorso riabilitativo anche per chi è grave è possibile, si può fare. Per questo tutti i nostri sforzi sono concentrati nel portare le competenze che abbiamo trovato nella struttura di Arezzo, sul territorio.

Non conosco le ragioni, ma l’autismo è in aumento. Quando mio figlio era piccolo, io e altre mamme eravamo una sorta di mosche bianche. Adesso bimbi piccoli con questa patologia ce ne sono diversi”. Ragione in più per fare qualcosa.


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