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“Christmas Village in forse, abbiamo proposte da altre due città”

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Andrea Baffo

Andrea Baffo

Viterbo – Il Caffeina Christmas Village rischia di cambiare casa.

Dopo lo sfogo di Filippo Rossi su Facebook, il presidente della Fondazione Caffeina Andrea Baffo lancia un avvertimento preciso: “Abbiamo proposte molto allettanti da altre due città. Cominciamo a parlare subito col comune e gli altri interlocutori per capire cosa vogliamo fare, altrimenti si rimette tutto in discussione”.

Parole che sembrerebbero figlie di un forte malcontento, e invece Baffo e Rossi già da mesi non perdono occasione per elogiare la giunta Arena. Il presidente di Caffeina lo fa anche stavolta.

“La collaborazione con l’amministrazione comunale per organizzare il Natale non era scontata – spiega – per questo chiarisco che non vogliamo fare polemica, men che meno verso il sindaco. Vogliamo semplicemente suonare la sveglia a tutti: ormai siamo diventati grandi, non perdiamo tempo”.

Siete diventati grandi, ma quanto?
“Secondo le prime stime, le attrazioni del Christmas Village quest’anno dovrebbero aver sfiorato i 60mila ingressi, il 10% in più del 2017. A questi vanno aggiunti i tantissimi che sono venuti semplicemente per una passeggiata. Bastava farsi un giro in centro per vedere che il Natale viterbese è stato un successo”.

E lei se l’aspettava questo successo?
“Questo per il Christmas Village era il terzo anno, cioè quello decisivo per capire se un evento funziona davvero. Io ero fiducioso, perché conoscevo il grande lavoro fatto per migliorare le attrazioni, ma il giudizio finale lo dà sempre il pubblico. Adesso che abbiamo registrato numeri in aumento rispetto all’anno scorso, sappiamo per certo di aver proposto qualcosa di attrattivo”.

Quanto ha aiutato l’inserimento del Village nel sistema d’eventi gestito dall’amministrazione comunale?
“Sicuramente è un fattore che gioca un ruolo. Noi da sempre siamo sostenitori della tesi che ampliare l’offerta porta giovamento a tutti, perché non è vero che esiste il troppo. Guardiamo l’esempio della mostra di Tutankhamon: non sarebbe dovuta esserci, invece abbiamo deciso di mantenerla e ha fatto grossi numeri”.

Possiamo quantificarli?
“Ci sono stati oltre 10mila ingressi solo nel periodo natalizio. Se li aggiungiamo agli oltre 23mila registrati nell’allestimento a palazzo dei Papi, arriviamo a parlare di una mostra che ha fatto quasi 34mila biglietti”.

E allora perché, nonostante questo bilancio così positivo, Filippo Rossi scrive che i viterbesi “si meritano una città morta”?
“La delusione nasce da critiche che si ritengono ingiuste. Noi sappiamo che tutto si può migliorare, ma sappiamo anche che tutto ha bisogno di un’adeguata programmazione. Se possiamo programmare, possiamo anche risolvere tanti problemi. Siamo un evento che attira migliaia di persone, non possiamo affidarci all’improvvisazione. Per questo dico che dobbiamo pianificare la prossima edizione già a partire da questo mese”.

Di cosa c’è bisogno?
“Della collaborazione di tutti, perché la città piena di turisti è un beneficio per tutti. Tre anni fa il concetto di Natale a Viterbo non esisteva, oggi abbiamo un flusso di persone incredibile. Ma queste persone arrivano perché sono attirate da un’offerta, non vengono da sole”.

Rossi ha anche scritto che entro un mese sapremo se il Christmas Village 2019 si farà ancora a Viterbo. Da cosa dipende la decisione?
“Dall’esito di quest’appello che stiamo lanciando per muoverci in tempo. Se riusciamo ad ampliare certi ragionamenti, bene. Altrimenti si rimette tutto in discussione”. 

È solo una questione di macchina organizzativa o anche le critiche ricevute hanno un peso?
“Con una pianificazione adeguata, tante critiche si possono evitare. Anche perché ci sono delle cose su cui Caffeina non può intervenire. Penso per esempio ai parcheggi: quella è una materia su cui non abbiamo competenza”.

State già vagliando delle location alternative?
“Il Christmas Village è un evento replicabile in molte altre città italiane e in effetti abbiamo ricevuto diverse proposte. Ma voglio anche precisare che al momento non stiamo pensando di non farlo a Viterbo”.

Avete cercato voi i nuovi interlocutori?
“No. Siamo stati contattati e devo dire che un paio di proposte ricevute sono particolarmente allettanti”.

Si può dire di quali città stiamo parlando?
“Non sarebbe corretto fare i nomi. Posso dire che sono due città del Centro Italia”.

Sono offerte più ricche a livello economico? 
“Ci sono maggiori garanzie, ma questo non è da intendersi come mero contributo finanziario agli organizzatori. Il sostegno può essere inteso in svariate forme, perché chi ospita l’evento diventa un co-organizzatore, e quindi può offrire mobilità, comunicazione, spazi e innumerevoli altri servizi. Le due proposte a cui mi riferisco sono interessanti soprattutto perché sono progetti a lunga scadenza, che garantirebbero stabilità all’evento”.

Alessandro Castellani


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