Davos – Il Fondo monetario internazionale taglia le stime di crescita per il 2019 dell’Italia e inserisce il Bel paese tra i principali fattori di rischio globali, insieme alla Brexit.
Nel forum economico mondiale di Davos, in Svizzera, la capoeconomista del Fondo, Gita Gophinat, ha spiegato che “il costoso intreccio tra rischi sovrani e rischi finanziari in Italia rimane una minaccia”.
Il Fmi ha ridotto allo 0,6% le stime di crescita, un valore nettamente inferiore all’1% previsto lo scorso ottobre. Una valutazione che si colloca nel solco allarmista già tracciato pochi giorni fa da Bankitalia.
Nonostante il dato, il vicepremier Matteo Salvini continua a non sembrare preoccupato. “Piuttosto è il Fmi che è una minaccia per l’economia mondiale – ha risposto il leader leghista -. Una storia di ricette economiche coronata da previsioni errate, pochi successi e molti disastri”.
Ancora peggio dell’Italia se la passa la Germania, la cui crescita si attesta all’1,3% rispetto all’1,9% delle previsioni autunnali. Nel complesso, il Pil l’area euro rallenterà la crescita dello 0,3%.
